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Attualità

Verso un mondo non soffocato dalla plastica: il ruolo della politica ma anche dei nostri gesti quotidiani

plastica e riciclo - Alimentazionebambini by Coop

Qualche giorno fa mio figlio mi ha mostrato un video che mi ha lasciata turbata e mi ha portata a riflettere sul nostro stile di vita e sulle ripercussioni che ci saranno nel futuro.

Mostrandomelo, è come se mio figlio mi avesse invitato a fare più attenzione, “per non perdere il controllo” come suggerisce il video stesso.

Perdere il controllo su cosa?

Sull’utilizzo della plastica, perché in un futuro non troppo lontano diventeremo tutti come Re Mida … solo che non trasformeremo tutto in oro, ma in plastica tutto quello che tocchiamo.  E lo sappiamo come va a finire la storia.

Lo avevo già notato, come l’apposito contenitore per la raccolta della plastica si riempisse più velocemente degli altri. Ma non avevo riflettuto su molti aspetti che riguardano questo materiale, che senza dubbio ci ha reso la vita più facile.

Per esempio: quanta plastica produciamo, e quanta ne ricicliamo?

Grazie a mio figlio adesso lo so.

La plastica, composta da polimeri sintetici a partire dal petrolio grezzo, è stata inventata nel 1907. Da quel momento l’uomo, quasi senza accorgersene, ha cominciato a sostituire materiali già presenti in natura come il legno, la carta, il cotone, il vetro, i metalli, la pietra con la famosa plastica. Basta guardarsi intorno per capire che tutto ormai è di plastica, anche il computer sul quale sto scrivendo in questo momento e il display sul quale state leggendo questo articolo.

Dal 1907 ne abbiamo prodotta 8,3 miliardi di tonnellate cubiche nel mondo, sempre più affascinati dalle sue magnifiche proprietà: è leggera, durevole, può essere plasmata in ogni forma e, soprattutto, è molto economica.

Ha un solo difetto: impiega tra i 500 e i 1000 anni per decomporsi.

E, dalla fatidica data della sua invenzione, 6,3 miliardi di tonnellate di plastica sono diventate spazzatura. Solo il 9% viene riciclata, il 12% viene incenerita, e il 79% è ancora in giro nel mondo.

Ma dove?

8 milioni di tonnellate di plastica all’anno finiscono nel mare dove nel 2050 ci sarà più plastica che pesci.

Mi ha colpito positivamente scoprire che mio figlio è stato informato e sensibilizzato sull’argomento da un video trovato per caso su internet. E ancora di più conoscere l’impegno di cui la Commissione Europea, negli ultimi mesi, si è caricata per combattere l’inquinamento da plastica.

L’obiettivo da raggiungere è la riduzione di 25 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica prodotti in Europa entro il 2030.  In questa data tutti gli imballaggi in plastica immessi sul mercato europeo dovranno essere realizzati in modo che possano essere riciclati e riutilizzati. Per questo la Commissione sosterrà con nuovi finanziamenti la ricerca e lo sviluppo.

Altro ambizioso obiettivo lo vuole raggiungere l’Italia entro il 2020, con l’approvazione in Parlamento di un emendamento che vieta la commercializzazione di cosmetici e detergenti che contengono microplastiche. Queste sostanze superano ogni tipo di filtri e vanno a finire direttamente nel mare per diventare cibo della fauna marina. E, naturalmente, arrivano nei nostri piatti.

Le microplastiche, sotto il nome di polietilene, sono contenute nei detergenti, nei bagnoschiuma, nelle creme esfolianti e nei dentifrici. Per esempio, in un flacone di 250 ml di crema per lo scrub ci sono 750.000 particelle di microplastica.

L’impegno di garantire un mondo ai nostri figli che non sia soffocato dalla plastica non deve partire solo dalle alte Istituzioni, ma deve compiersi tutti i giorni nei nostri gesti quotidiani. Eccone alcuni:

  • Usare bottiglie dell’acqua riutilizzabili (noi italiani siamo i maggiori consumatori di acqua in bottiglia in Europa);
  • Non gettare rifiuti nel wc (i mari e le spiagge sono pieni di cotton-fioc col bastoncino di plastica);
  • Preferire a bicchieri, posate, piatti usa e getta quelli classici in vetro, acciaio e ceramica. Ed evitare l’uso eccessivo di cannucce;
  • Scegliere prodotti che non contengono microplastiche;
  • Non dimenticare di mettere in borsa un sacchetto di tela, così da non utilizzare quello di plastica durante i nostri acquisti;

Questi sono solo alcuni suggerimenti. In casa, per strada, a scuola, al lavoro ognuno di noi può impegnarsi affinché la plastica sia riciclata correttamente e il suo utilizzo sia più coscienzioso.

Chissà, un giorno forse i nostri figli ci ringrazieranno perché non sono diventati come re Mida: ricco, solo ed infelice.

Per approfondire:

  1. Plastic Waste: a European strategy to protect the planet, defend our citizens and empower our industries
  2. A Snapshot of the World’s Water Quality: Towards a global assessment
  3. The new plastic economy. Rethinking the future of plastics
  4. The Mediterranean Plastic Soup: synthetic polymers in Mediterranean surface waters

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli
Dietista
Dott.ssa Maria Anna Tomaselli