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L'esperto risponde

Adolescenza e cibo

Nome: Cristel
Età del bambino: 14
Sesso: femmina
Comune: bologna
Area tematica: Educazione
Domanda: Salve, mia figlia ha 14 anni e una corporatura grossa. Ha lasciato lo sport e ha preso tanti chili, mangiando anche di nascosto. Non so più cosa fare, aiutatemi.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Irina è difficile, soprattutto via internet, dare i consigli giusti per controllare l’alimentazione di una adolescente sovrappeso che per evitare i contrasti familiari mangia di nascosto. Prima di tutto cerchi di rendersi conto che cosa è realmente cambiato nella vita di Cristel. Lei dice che ha lasciato lo sport, ma perché lo ha lasciato? Non si sentiva a suo agio? Non riusciva a conciliare scuola e sport? È chiaro che riducendo l’attività fisica e lasciando l’assunzione di cibo inalterata si sia creato uno squilibrio energetico a favore dell’apporto energetico e quindi dell’aumento di peso. Mi permetto solo di sottolineare alcune cose che è sicuramente bene non fare in questi casi:

  • tenere in casa alimenti che consideriamo non adeguati
  • nascondere ciò che non vogliamo che mangi
  • riprenderla continuamente in presenza degli altri componenti della famiglia e a maggior ragione di estranei
  • parlare del sovrappeso come se fosse una tragedia irreparabile
  • sottolineare tutti gli sforzi che fate per lei
  • parlare di malattie legate al sovrappeso.

L’adolescenza è il momento in cui i ragazzi cominciano ad avere consapevolezza del loro corpo per cui un eccesso di attenzioni, non ben gradite dalla ragazza, rischiano di procurare dei danni gravissimi. Le proporrei invece un atteggiamento positivo di complicità in cui lei si impegna a preparare cibi adeguati e più ricchi di verdure, in cui il clima del pranzo risulti sereno e lei mantenga un atteggiamento di ascolto delle difficoltà che Cristel. Sono certa che così facendo il comportamento della ragazza nei confronti del cibo potrebbe cambiare e spingerla ad osservare alcune restrizioni alimentari. È come un meccanismo “tutto o niente” che scatta nella testa dei ragazzi, dobbiamo avere pazienza ed accompagnarli in questo percorso. Mi faccia sapere.

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