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L'esperto risponde

Affaticamento primaverile

Nome: Flavia
Età del bambino: 9 anni
Sesso: femmina
Comune: Siena
Area tematica: Altro
Domanda: Buongiorno, la mia bambina è da circa una settimana che si rifiuta di mangiare adducendo nausea o mal di stomaco. Fatti i controlli di routine non è risultato nulla. Questi dolori si manifestano infatti sono al momento di colazione, pranzo, cena o quando viene invitata a mangiare qualcosa. Sono molto preoccupata perché non ha mai mangiato molto, è una bimba esile, ma in questo momento la situazione è veramente preoccupante. Non ha mai avuto un buon rapporto con il cibo, mangia sempre le stesse cose, non vuole assaggiare cibi nuovi ecc. Spesso diamo la colpa alla gelosia nei confronti della sorellina e adesso è un po' sotto pressione per la fine dell’anno scolastico e dell’imminente prima Comunione, ma non so come aiutarla. Grazie.
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Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Serena, in questo periodo molti bambini accusano la stanchezza dell’anno scolastico che sta per finire, l’impegno della Comunione, del saggio di danza e di canto, e poi la recita di fine anno… A questi inderogabili impegni può aggiungersi una certa svogliatezza legata alla primavera e alle nuove temperature a cui adattarsi. Che può fare una piccolina di 9 anni per esprimere il suo disagio? Probabilmente colpire i suoi cari nell’unica cosa a cui non si può sottrarre e che è certa attrarrà la loro attenzione: non mangiare, adducendo il tipico mal di pancia. In una situazione come quella da me prospettata, si badi bene che il dolore non è falso, è solo “telecomandato” al momento opportuno. Infatti se Flavia avesse espresso solo verbalmente il suo disagio, probabilmente l’avreste invogliata a continuare senza prestarle molta attenzione. In questa ipotesi è possibile che Flavia abbia bisogno di più momenti di gioco, possibilmente all’aperto, che coinvolgano i suoi amici più cari e la sua mamma colpevole di dover dividere le sue attenzioni anche con la sorellina. Potreste all’uscita da scuola portarla al giardino, non focalizzare la vostra attenzione sul cibo che mangia o che rifiuta e trovare con la piccola una nuova intimità che non passi attraverso il risultato delle sue attività. Naturalmente è bene essere allerta e verificare che non ci siano fatti nuovi e spiacevoli nella vita della bambina di cui la sua famiglia non è a conoscenza. La temporalità del dolore mi fa pensare questo, ma se la situazione dovesse protrarsi è opportuno parlarne con il pediatra.

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