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L'esperto risponde

Alimentazione: due figli, due rapporti diversi con il cibo

Nome: Andrea e Luca
Età del bambino: 6 anni e 7 anni e mezzo
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Sono la mamma di Luca e Andrea. Andrea, 6 anni, oggi è alto 124,5 cm e pesa 28.7 kg. Come attività sportive fa 1 volta a settimana nuoto e 1 giorno hockey. Cerco di stare molto attenta alla sua alimentazione, ma Andrea aumenta di peso facilmente, cosa posso fare? Luca, 7 anni e mezzo, è alto 125,5 cm e pesa 26,1 kg. Non ama la pasta, il latte e il cioccolato. Spesso o quasi sempre è nervoso e irritabile (a casa perché a scuola è il bambino ideale). A volte risolvo le sue crisi di nervosismo facendolo mangiare. Il nervosismo e l’irritabilità possono essere dovute a un calo di zuccheri?
Alimentazione: due figli, due rapporti diversi con il cibo

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Se utilizza il Bimbometro che trova nel sito, seguendo le indicazioni per il corretto utilizzo di questo strumento potrà facilmente valutare la situazione ponderale dei suoi figli anche se è opportuno precisare che il Bimbometro è sì uno strumento di semplice utilizzo anche per i non addetti ai lavori ma non tiene conto di altre variabili fondamentali come la corporatura, la familiarità, la massa muscolare.

In ogni caso, per Andrea il BMI è pari a 18,66 kg/m2 e si trova dunque nel sovrappeso mentre Luca ha un BMI di 16,70 kg/m2 perciò cade nella banda verde ed è normopeso.

I due bambini non hanno necessità di avere due diversi modi di mangiare, anzi forse un’alimentazione simile ridurrebbe la fatica per lei e migliorerebbe il loro comportamento alimentare.

L’irritabilità di Luca potrebbe essere dovuta ad un calo glicemico, è vero, ma mi domando: perché questi episodi non avvengono mai a scuola? Forse perché a scuola non hanno lo stesso effetto sulla maestra che hanno sulla mamma a casa? Nel dubbio vale comunque la pena parlarne col suo pediatra che eventualmente le prescriverà degli esami specifici. In ogni caso risolvere il momento di nervosismo di suo figlio proponendogli di mangiare non è una cosa saggia. Cosi facendo lei stimola suo figlio a pensare che il cibo può essere la giusta soluzione a diversi tipi di problemi che non hanno a che fare con la fame. Dunque, una volta chiarito che non si tratti di un problema organico, occorre insegnare a Luca (eventualmente con l’aiuto di un esperto) a rispondere correttamente ai segnali che il suo corpo gli invia; quindi a mangiare se ha realmente fame, a fare qualcosa che gli piace se è annoiato, a manifestare e gestire la sua rabbia se è arrabbiato.

Per aiutarvi a gestire l’alimentazione dei suoi figli mi sento di consigliarvi di stabilire regole comuni e chiare che valgano per tutti: fare 3 pasti al giorno più 2 spuntini, nelle quantità stabilite da voi genitori, e per le quali potrete eventualmente farvi aiutare dal pediatra; evitare sempre i fuori pasto; assumere regolarmente frutta e verdura.

Molte altre cose ci sarebbero da dire, ma lo spazio è breve. Mentre le consiglio di approfondire questi (e gli altri argomenti da lei accennati nella sua domanda) con un bravo specialista in nutrizione pediatrica, mi permetto di aggiungere un’ultima cosa riguardo all’avversione di Luca per il latte. Lei ne è giustamente preoccupata, perché il latte e i suoi derivati sono fondamentali in età pediatrica soprattutto per il calcio, necessario ad un corretto sviluppo osseo. Consideri però che potrà tranquillamente sostituirlo con lo yogurt, e che potrà contribuire ad una corretta assunzione di calcio sia utilizzando un’acqua che ne contenga in abbondanti quantità, sia dandogli come secondo piatto, 2-3 volte a settimana, del formaggio.

 

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