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L'esperto risponde

Alimentazione e curva di crescita

Nome: Teo
Età del bambino: 3
Sesso: maschio
Comune: Busto
Area tematica: Sano sviluppo
Domanda: Buongiorno, ho un bimbo di tre anni con un grave problema; abbiamo già consultato diversi specialisti e fatto psicomotricità per un anno ma senza alcun risultato. Nato con grave esofagite continuata fino ai 25 mesi con episodi di vomito ricorrente (anche 2 al giorno), anche un pezzetto minuscolo di biscotto nel latte o la pastina scatenavano il vomito. Dopo i 25 mesi cominciamo a non frullare più e iniziamo con le pastine, ad oggi mangia solo passato di verdura con pastine (grandi tipo stelle), in aggiunta carne, pesce , prosciutto, ragù tagliati con coltello a pezzettini. Grazie a un anno di asilo nido ha iniziato a mangiare torte, biscotti, cracker e yogurt molto volentieri e mastica benino. Note in più: ha fatto il primo dentino a 15 mesi, e fino a 2 anni è stato intollerante alle proteine del latte. Al nido stava a tavola volentieri ma mangiava solo pane, frutta, yogurt e dolci; ora alla materna mangia solo pane. La sera, prima di preparargli la pastina, provo a fargli di tutto ma non assaggia niente e piange (queste prove solo da pochi giorni). La merenda la mangia da solo con il cucchiaio mentre per la pappa vuole essere imboccato.Naturalmente è magro ma la curva è costante dalla nascita. Non so più cosa posso fare o a quale figura medica rivolgermi. La mia paura è che non imparerà mai a mangiare in modo normale. Accetto volentieri consigli. Grazie
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Milena, temo che ci abbia dato troppe notizie poco chiare a causa della sua comprensibile ansia. Per quello che ho capito il bambino ha avuto una prima esperienza con il cibo piuttosto difficile, ma ad oggi ha cominciato a masticare, assaggia vari alimenti, mangia alcuni alimenti da solo e soprattutto ha una curva di crescita costante. Direi che dobbiamo ritenerci fortunati del risultato dato i presupposti, certi del fatto che non potrà che migliorare nel tempo. È indispensabile però che lei non si ostini a fare continuamente prove per cercare di invogliarlo e non lo soffochi con le sue paure infondate (non avendo notizie più dettagliate forse oso troppo, ma direi anche: con le sue speranze che Teo sia in tutto e per tutto uguale agli altri). Io credo che per aiutare il più possibile Teo ad essere un bambino “normale” – ammesso che questa parola abbia un minimo senso! – la cosa principale è agire, per quanto possibile, come dovremmo agire sempre: dunque basta con “gli provo a fare di tutto”, i bambini non devono avere la possibilità di mangiare ciò che vogliono ma devono sedersi a tavola con i loro genitori e condividere il pasto (che naturalmente per ora verrà più sminuzzato). Sarà sua premura alternare pasti poco graditi ad altri certamente accettati, ma senza sostituire gli alimenti poco graditi a Teo con altri a cui è abituato, solo perché rifiuta i primi. Inoltre sarà indispensabile continuare con la mensa dell’asilo dove l’esempio dei compagni potrebbe fare la differenza.

Soprattutto non si scoraggi perché Teo, a dispetto della sua percezione, mangia ciò di cui ha bisogno come dimostra la sua curva di crescita lenta ma costante. Si tranquillizzi e mi faccia sapere.

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