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Alimentazione nei bambini figli di separati

Nome: Giulia
Età del bambino: 9
Sesso: femmina
Comune: lentate sul seveso
Area tematica: Altro
Domanda: Salve avrei bisogno di un consiglio. Giulia ha nove anni, è la figlia del mio compagno, vive con sua madre e frequenta casa nostra un week-end si e uno no. Giulia è alta 130 cm e pesa 43 kg. E' una bambina che mangia molto e di tutto. Essendo in sovrappeso spesso si sente a disagio quando si trova in compagnia di qualche amica che al contrario di lei ha un fisico snello. Quando è con me le preparo cibi leggeri e genuini e le faccio fare lunghe passeggiate. Il problema è che quando poi torna a casa da sua madre mangia di tutto e in maniera disordinata! Ho provato a parlare con sua madre ma la risposta è stata: "Non è facile metterla a dieta", cosa che non condivido perché Giulia mangia molto volentieri frutta e verdura come qualsiasi altra cosa. Ho provato anche a spiegare a Giulia cosa significa mangiare bene, che dimagrire la farebbe sentire meglio fisicamente con se stessa e anche con gli altri. Quando le faccio questi discorsi effettivamente si impegna e per qualche settimana mantiene un'alimentazione abbastanza regolare ma poi ci ricade nuovamente. D’altronde passa molto più tempo con sua madre che le permette di mangiare di tutto e la tiene sempre a casa sul divano a guardare cartoni animati. So che non sono sua madre e non ho voce in capitolo ma le voglio bene e vorrei aiutarla.
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara Signora Jenny, comprendo la delicatezza della situazione e l’attenzione verso Giulia. In un ambulatorio di nutrizione pediatrica non è raro visitare bambini con genitori separati che vivono alternativamente con padre e madre e i nuovi compagni. Sebbene la partecipazione positiva di tutti sia importante, sono i genitori che hanno il dovere di mettere delle regole, auspicabilmente condivise, per la salute di Giulia. Sarebbe opportuno che ne parlasse diffusamente con il papà il quale dovrebbe convincere la mamma a fare riferimento a un nutrizionista pediatrico che, super partes, possa inquadrare la situazione e fornire precise indicazioni sullo stile di vita: dietetico e di movimento, per il sano accrescimento di Giulia. In questo modo, senza libere interpretazioni, entrambi i nuclei familiari si adegueranno cercando, a quel punto, di mandare messaggi univoci alla bambina. È fondamentale infatti che i bambini non vivano realtà diverse o, peggio, opposte. Nell’ambito della gestione alimentare altrimenti, dalla confusione, non potranno che derivare atteggiamenti sbagliati.

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