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L’alimentazione non deve diventare una sfida

Nome: Elena
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Chiusi
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, ho due figli, la piccola di 5 anni e mezzo e il grande di 13 anni. Mentre il più grande mangia di tutto, ma soprattutto assaggia, la piccola non vuole mai assaggiare niente di nuovo, nemmeno cose già fatte che ha mangiato. Ogni volta che ci sediamo a tavola inizia a lamentarsi perché non vuole quello che ha nel piatto, dice che non le piace, è brutto, le fa schifo, che sia pasta, biscotti, carne, pane e olio. Si lamenta sempre, non perché non le piaccia davvero, ma per partito preso... ormai è una sua fissazione e non riesco a fare un pasto senza che si trasformi in una lotta. Non le propongo piatti alternativi, la faccio stare seduta a tavola fino a quando non abbiamo finito tutti, parliamo, ma niente, prima di mettersi seduta già si lamenta. Io non so più cosa fare. Premetto che non sono fissata con il fatto che muoia di fame, mi dà fastidio che qualsiasi cosa venga proposto non va mai bene. Vi chiedo qualche consiglio per farla smettere di lottare sempre.P.s. fa così solo quando cucino io, quindi è una cosa personale, vuole mettere alla prova la mia resistenza, ma è difficoltoso. Grazie.
L’alimentazione non deve diventare una sfida

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Arianna, da buona madre in quello che scrive ha già previsto la risposta. È proprio così, la sua piccola Arianna la/vi sfida nel campo alimentare, probabilmente perché ha capito che questo argomento la/vi fa innervosire. I bambini sono molto bravi infatti a capire i nostri punti di debolezza. Affinché ogni pasto non risulti una lotta, quello che potrebbe fare è cercare di eliminare l’attenzione su questo punto. In buona sostanza, quindi, per quanto sia difficile farlo, dovrebbe cercare di far finta di non ascoltare le rimostranze di Arianna ogni volta che vi sedete a tavola. Con il tempo Arianna si renderà conto che lo scontro, su questo tema, non susciterà più la risposta classica, non ci sarà più scontro in buona sostanza e lei stessa tenderà a cambiare atteggiamento (sicuramente scegliendo un altro terreno di scontro, perché questo è fisiologico e anche formativo per la personalità dei bambini). Per cui continui a mantenere l’alimentazione classica, non offrendo alternative e pretendendo che Arianna resti a tavola finché non avete finito di mangiare e soprattutto si armi di tanta pazienza e cerchi di rimanere impassibile ai suoi lamenti, vedrà che più impassibile lei sarà e più in fretta si risolverà la faccenda. Un’ultima cosa: non faccia mai il confronto fra “il fratello che mangia tutto e la piccola che non mangia nulla”, perché a volte i figli, alla ricerca di caratteristiche che li differenzino agli occhi dei genitori, assumono comportamenti totalmente opposti agli altri componenti della famiglia.  Per ulteriori dubbi ci contatti nuovamente.

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