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L'esperto risponde

Allattare in gravidanza, è possibile?

Nome: Benedetta
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Dublino
Area tematica: Allattamento e divezzamento
Domanda: Buonasera a tutti, la mia piccola ha 8 mesi ed è allattata al seno la mattina presto e la sera prima di andare a dormire. Mi è sorto il dubbio però che non prenda abbastanza latte da me visto che non lo posso misurare. Avrei voglia di passare a quello artificiale anche per stanchezza fisica essendo in attesa di un altro bambino. Con quale latte dovrei iniziare? O forse è più opportuno utilizzare un tiralatte? Grazie mille per l’ attenzione
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Erica, non deve preoccuparsi della quantità di latte prodotta, sarà sicuramente adeguata alle necessità di Benedetta che con i suoi otto mesi immaginiamo abbia già iniziato l’alimentazione complementare da 6/8 settimane. Un allattamento esclusivo efficace, poi affiancato da un equilibrato divezzamento, generalmente garantisce tutti gli apporti nutrizionali necessari per un sano sviluppo.

Invece la questione della gravidanza in corso richiede qualche considerazione in più. Di quante settimane è? Come si presenta la gravidanza? La maggior parte degli autori concorda che non ci sia una controindicazione all’allattamento materno in corso di gravidanza fintanto che vi sia attenzione alla sana alimentazione e all’assunzione di molti liquidi. Di contro dovrà attivarsi una congrua valutazione ostetrica rispetto al tema delle contrazioni uterine che, seppure non efficaci, possono osservarsi più frequentemente a causa dei livelli di ossitocina alti legati all’allattamento stesso. In quest’ottica andrà portata particolare attenzione nel caso di rischio di parto pre-termine. Altro elemento è l’eventuale modificazione della produzione o del sapore del latte stesso a seconda delle fasi ormonali della gravidanza. Detto ciò ritengo che il proseguire l’allattamento un corso di gestazione rimanga una scelta della madre e del bambino che necessita, in assenza di alcun pregiudizio, di un supporto competente anche in termini emotivi da parte del personale sanitario. Faccia pertanto riferimento al suo pediatra e al suo ginecologo per valutare al meglio la situazione attuale e, alla luce della clinica, decidere per il meglio di tutti e tre: Mamma, Benedetta e nascituro.

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