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Bambino inappetente: affrontare il problema con serenità

Nome: Patrizia
Età del bambino: 9 anni
Sesso: Maschio
Comune:
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Mio figlio è alto 1,31 m. e pesa 22 kg. E’ da sempre un bimbo inappetente e il suo fisico così gracile crea preoccupazione a tutta la famiglia (soprattutto ai nonni). La pediatra gli ha fatto fare più volte gli esami del sangue, è risultato allergico alle graminacee e leggermente intollerante ad alcuni cibi quali il pomodoro. Soffre spesso di afte in bocca e di acetone. Sappiamo che con le nostre insistenze per farlo mangiare peggioriamo il suo rapporto con il cibo, ma non sappiamo come fare altrimenti. Lui ogni volta che mangia vuole guardare la televisione (cartoni animati) oppure se è spenta vuole che gli raccontiamo qualcosa. Di solito lo accontentiamo ma facciamo bene o dobbiamo ignorare le sue richieste? Se il suo è un modo per attirare la nostra attenzione come dobbiamo comportarci?
Bambino inappetente: affrontare il problema con serenità

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Il fatto che il suo bambino abbia da sempre poco appetito e sia così minuto ci può far pensare che questo è il suo modo di crescere ed alimentarsi, supportati anche dal fatto che le indagini effettuate non hanno rilevato grosse patologie. Certamente, l’ansia e la preoccupazione che voi tutti avete non gioca sicuramente a favore della soluzione del problema. Tuttavia, dato che voi vivete in città e avete facilmente accesso ad un ospedale universitario, per aiutarvi ad escludere definitivamente la presenza di patologie strane potete eventualmente far fare – in accordo colla vostra pediatra – alcuni accertamenti di tipo metabolico: se anche questi, come è probabile, risulteranno negativi, credo possiate definitivamente tranquillizzarvi. Per il resto, cosa fare nel frattempo? Innanzitutto cercate di stare sereni, tranquillizzando anche i nonni e il resto della famiglia, e fate in modo che la situazione ponderale del vostro piccolo non diventi argomento costante durante i pranzi di famiglia. Condividete con lui il medesimo pasto, parlando insieme degli argomenti più diversi e perché no, se a lui e a voi fa piacere, raccontandogli qualcosa. Io le consiglierei invece di non accendere la televisione mentre pranzate, perché la televisione distrae l’attenzione di tutti sia dal cibo che dal resto dei commensali, finendo per far perdere al pasto il suo significato più importante, fondamentale in questo periodo in cui si è sempre tutti di corsa: uno dei pochi momenti di incontro e convivialità per l’intera famiglia.

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