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L'esperto risponde

Il bambino non mangia? Mettetevi a tavola tutti insieme

Nome: emanuele
Età del bambino: 21 mesi
Sesso: maschio
Comune: cerignola
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Salve, sono 2 mesi che mio figlio rifiuta il cibo, lo schifa e se lo assaggia lo sputa e piange. Vuole solo latte, biscotti, taralli, grissini e questo genere di cose, niente carne o pesce, niente pasta (prima voleva i tortellini, ora non li vuole più perché non vuole il ripieno), niente formaggi o cibi colorate. Lui ha avuto problemi con la masticazione e un paio di volte si è strozzato, però ora mangia anche i cibi duri. Aiutatemi, vi prego.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Michele, da pugliese le dico che un bambino che mangia i tarallini non ha problemi con la masticazione o la deglutizione. Cosa può essere successo ad Emanuele negli ultimi 2 mesi? Non possiamo dirlo, forse indagando: una infezione virale? un piccolo trauma psicologico? o cosa? Forse solo voi potreste risalire a quel momento o forse no. Ma al di là della causa che ha scatenato questo mutato atteggiamento nei confronti del cibo, ciò che conta è che in un primo momento di difficoltà vi siete adeguati alle sue richieste “purché mangi”. I bambini sfruttano rapidamente comportamenti per loro vantaggiosi a scapito della buona alimentazione e della serenità della famiglia.

Da oggi si cambia, gradualmente, progressivamente, ma inesorabilmente:

  1. Emanuele, quasi 2 anni, mangia a tavola con i suoi genitori
  2. ad Emanuele viene offerto quello che mangiano gli altri
  3. Emanuele non viene accontentato con un piatto diverso
  4. ad Emanuele si mostra di gustare molto ciò che si sta mangiando.

Semplifico molto, ma non perché sarà facile, soltanto per rafforzare il concetto che mangiare non deve essere considerato un favore che i piccoli fanno ai grandi, bensì uno dei momenti della giornata che ha una sua dignità ed esclusività, naturalmente i piccoli potranno capirlo solo se i grandi ne sono altrettanto convinti. L’alternativa può essere quella di mandare Emanuele ad un asilo nido dove l’esempio dei compagni diventa di stimolo e gioco. Ma perché demandare? Mi faccia sapere.

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