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L'esperto risponde

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Nome: Daniele
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Roma
Area tematica: Altro
Domanda: Salve dottoressa, mio figlio Daniele ha 2 anni e 9 mesi, frequenta il nido e a pranzo lì mangia pasta, minestre, a volte anche il secondo. A casa a cena rifiuta ogni cosa, l’unico cibo che mangia è riso in bianco che io riempio di legumi, pesce, formaggi, uova, tutto per nasconderlo e farlo mangiare. Appena vede pasta o carne, chiude la bocca con la mano. In casa non è cambiato nulla, nessun evento che può averlo scosso, ma da sempre lui ha rifiutato cibo diverso dal riso. Ho provato a lasciarlo “digiuno” proponendo pasta senza alternative, sia a pranzo che cena, non si lagna e va a dormire a stomaco vuoto. Il pediatra dice che cresce poco ma cresce, la masticazione va bene, il problema è una sorta di blocco psicologico. Francamente non so più cosa fare, ha qualche consiglio per noi? Grazie mille
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Manuela, è difficile capire ciò che è successo in quella testolina e soprattutto quando. Forse a casa avete sempre sminuzzato molto gli alimenti e lui associa questo al riso? Forse in casa siete stati molto ansiosi riguardo alla dimensione dei bocconi e li selezionate rispetto al volume? Forse a casa può permettersi di fare ciò che vuole mentre ha capito che all’asilo si deve adeguare? Non sappiamo.  Dato che comunque a scuola mangia alimenti diversi consiglierei di non insistere, perché lui potrebbe associare sempre più cibi-casa e cibi-asilo. Potreste provare ad invitare qualche suo amichetto e preparare pasta per tutti, oppure lei potrebbe chiedere di partecipare al pranzo della mensa per condividerlo insieme ai piccoli. Intanto il mio consiglio è di creare a casa un clima sereno, senza insistenze, senza riferimenti verbali a quello che fa all’asilo (sentono tutto e si comportano di conseguenza!), di preparare comunque la pasta, che direte sorridenti essere buonissima, di non sostituirla con altro, di farlo mangiare alla tavola dei grandi quello che preparate per voi per farlo sentire importante alternando ciò che gli piace meno a ciò che lui gradisce. In questo momento non è importante quanto lui mangia ma educarlo alla qualità. Daniele deve sentire una continuità senza accorgersi del cambiamento che voi saprete imprimere. Soprattutto clima sereno, tutti insieme… come si fa all’asilo.

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