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L'esperto risponde

Contro i capricci siate pazienti e fermi

Nome: manuel
Età del bambino: 3 anni e mezzo
Sesso: maschio
Comune: pqlermo
Area tematica: Altro
Domanda: Salve! Sono la mamma del piccolo Manuel. Il mio bambino ha tre anni e mezzo e una storia alle spalle davvero forte. Il mio bimbo è affetto da una grave cardiopatia che sin dalla nascita lo ha sottoposto a interventi importanti che lo portavano a stare inchiodato in un lettino della terapia intensiva per molto tempo. Quindi le tappe che doveva affrontare sono saltate proprio perché era sempre in un lettino attaccato ai macchinari. Manuel è un gran pappone e non si è voluto staccare dai suoi vasetti e cibi frullati fino a giugno dello scorso anno. Poi ha subito un altro intervento e siamo rimasti in ospedale fino a ottobre circa e al rientro ha iniziato a non voler più i vasetti. Pensai, beh, ci siamo, inizierà a masticare! Invece no. Ha iniziato a masticare qualcosa intorno ai due anni e mezzo: mangiava cibo a pezzetti piccoli e morbidi, ma poi, con l'intervento ha fatto un passo indietro. Non riesce a masticare pezzetti più corposi, si affoga, rimane con il cibo bloccato e va nel panico. Riesce solo a mangiucchiare un biscotto, un cracker, ma fargli mangiare una fettina di carne è impossibile. È inoltre un bimbo abitudinario, chiede sempre le stesse cose e se non lo accontento sono cavoli. Mi impongo, a volte penso di non farlo mangiare finché non sia lui a cedere, ma poi penso che il mio bimbo fa una terapia farmacologica pesante e quindi, dico il suo pancino, il suo corpo necessitano di cibo… Sono molto provata per tutto questo. Devo anche sopportare il vocio degli altri che vorrebbero darmi tutti le istruzioni per farlo crescere. Mi dicono che sono capricci, ma se capricci vuol dire vederlo affogare… Non so più che fare. Confido in una vostra risposta. Grazieee
Contro i capricci siate pazienti e fermi

Dott.ssa Margherita Caroli

Pediatra

Signora cara, eccezionalmente rispondo io alla sua domanda perché mi rendo conto dell’ansia che sta vivendo e della particolare storia di Manuel. Facciamo un bel respiro e riguardiamo la storia sin dall’inizio. Manuel non ha avuto vita facile, molte delle comuni tappe dello sviluppo psicosociale che tutti i bambini affrontano con calma (le mamme un po’ meno) ha dovuto saltarle o non le ha proprio potuto vivere. Mi spiego meglio. Tutti i bambini arrivati a circa due anni iniziano quelle che io chiamo le “guerre d’indipendenza” in tutti gli ambiti della vita. In altre parole i bambini iniziano a provare la loro forza nei confronti degli adulti e, in particolare, dei genitori. Iniziano quindi i “no” con cui si oppongono alle decisioni degli adulti. Nella vita di un bambino senza problemi questi no vengono in parte accontentati, in parte non vengono accolti, e il bambino impara che esistono delle regole da rispettare, ma che anche lui o lei può dire la sua e prendere delle piccole decisioni. Per Manuel questo non è stato possibile. La sua lotta per la salute ha fatto sì che molte volte Manuel abbia dovuto cedere di fronte a decisioni dolorose per lui, ma contro le quali non poteva opporsi. L’unico campo libero che ha avuto è stato quello dell’alimentazione, dove è stato il solo a decidere regole e abitudini. Io capisco la sua paura, e la sua stanchezza, ma guardi le cose in maniera diversa. Fino a quando Manuel potrà rifiutarsi di masticare? 5 anni? 8 anni? 15 anni? Certo se guarda a lungo si rende conto che questa vita non è possibile. D’altra parte Manuel già mastica cracker e biscotti, il che vuol dire che è perfettamente in grado di masticare, ma deve solo superare un po’ di paura e di abitudine ad alcuni cibi. A nessun bambino, e in particolare a Manuel che ha problemi, fa bene un’alimentazione cosi monotona, perciò, da mamma coraggiosa come è sempre stata in questi anni, si armi di pazienza e forzi Manuel a crescere. Gli proponga senza alternative polpettine al posto della fettina di carne per iniziare in modo da facilitargli l’accettazione. Gli proponga dei piatti nuovi da mangiare insieme a tutta la famiglia: non si pieghi ai ricatti delle grida e dei capricci…

Non succede nulla, signora cara, se Manuel resta a digiuno uno o due giorni. Quante volte per gli interventi è stato senza mangiare e non gli è successo nulla di grave? Allora, signora cara, sia più ferma, proprio per l’amore che ha per Manuel. Lei gli vuole troppo bene per viziarlo. Un abbraccio forte e affettuoso e mi riscriva se ha bisogno.

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