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L'esperto risponde

Cosa fare se il bambino rifiuta di assaggiare nuovi alimenti

Nome: Pietro
Età del bambino: 4 anni
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: ho un problema che mi assilla ormai da 2 anni.... mio figlio da quando ha smesso di mangiare omogeneizzati e pappine (intorno ai due anni) non assaggia più nient'altro! vive di latte, arriviamo ad un litro al giorno... senza nè biscotti, nè cacao! mangia solo qualche merendina, crakers, nutella ed alcuni tipi di frutta ed il pane.... non vuole più la pasta che prima mangiava in bianco.... anche a scuola rimane digiuno fino alle 15 30.... al suo rientro, infatti, beve il biberon.... dalle ultime analisi ha molta carenza di ferro... cosa fare???
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Cara signora il problema forse è in quel “al suo rientro, infatti, beve il latte”. Il bambino si è ormai creato tutta una sua filosofia identificandosi nel “bambino che non mangia nulla”. Probabilmente anche all’asilo riversano su di lui tante attenzioni al momento del pasto che invece di stimolarlo ad assaggiare, lo inducono a desistere. Pietro si è guadagnato il suo momento di celebrità anche con i compagni e ciò lo gratifica, tanto più che sa che tornando a casa troverà la sua mamma premurosa che subito gli preparerà il latte. Il latte non è una bevanda qualsiasi, è un vero e proprio alimento. Se considera che è l’unico alimento che i mammiferi utilizzano per alcuni mesi con i loro cuccioli comprende come il bambino possa saziarsi e continuare in questo suo atteggiamento ostinato. Ma il latte da solo non è sufficiente e non solo è molto povero di ferro, ma, inoltre, superata una certa quantità può comportare anche delle micro perdite di sangue con le feci ed insieme sono causa della carenza di ferro osservata in Pietro. Le consiglierei di:

1- somministrargli del ferro;

2- dividere il pasto con qualcuno che è meno coinvolto emotivamente di lei, ad esempio nonni, zii o amici;

3- dire alle insegnanti di non insistere con il bambino perché assaggi. Lei stessa non ponga loro, tutti i giorni, la stessa domanda “ha mangiato?” perché il furbetto percepisce le attese e non vuole soddisfarle;

4- non parli con nessuno in sua presenza di questo comportamento perché a lungo andare lo legittima;

5- lo faccia mangiare a tavola con voi, a TV spenta, magari invitando qualche amichetto;

6- ma soprattutto non gli offra l’alternativa a ciò che dice di non volere, tanto più che le alternative sono costituite come lei riferisce di merendine e Nutella alimenti ricchi di grassi non ben identificati e poveri di proteine, antiossidanti ed altri principi nutritivi importanti per la crescita del bambino.

Pietro non deve avvertire la sua preoccupazione, per cui, anche se non mangiasse non mostri il suo disappunto. Cerchi di dividere questa responsabilità anche con il papà. Spesso i padri mostrano maggiore distacco, per cui, in questi casi, potrebbe risultare utile che si occupino loro dell’alimentazione dei bambini.

 

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