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Cosa fare se un bambino vuole solo il latte?

Nome: Michela
Età del bambino: 2 anni e mezzo
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Mia figlia pesa 11 kg e non è mai stata una gran mangiona, ma ultimamente assaggia solo qualche boccone di quello che le preparo e poi rifiuta qualsiasi altra cosa. Dopo qualche ora però chiede il latte con i biscotti (250 ml). Non sono in ansia perché, anche se magrolina, sembra stare bene ed è piena di energia, però mi chiedo se la prevalenza del latte nella sua alimentazione sia carente e non completo e creare qualche scompenso nell’apporto di sostanze importanti per la crescita.

Cosa fare se un bambino vuole solo il latte?

Come certamente sa, il latte, quello di mamma in particolare, è un ottimo alimento del quale non dobbiamo fare a meno e che sarebbe bene ci accompagnasse per tutta la vita. Ma non può rappresentare l’unico alimento, se si vuole che la dieta sia sana ed equilibrata, perché in questo modo essa diventa soprattutto carente di ferro e ricca di grassi, infatti:

  • ferro: il latte ha un bassissimo contenuto di ferro (0.2 mg/100 mg di latte), e per riuscire a raggiungere la dose di ferro raccomandata di 15 mg al giorno, un bambino dovrebbe bere 7.5 litri di latte. In aggiunta, il latte, se bevuto in eccesso, è responsabile di perdite di sangue dal tratto intestinale, che contribuiscono a ridurre i depositi di ferro dell’organismo.
  • calcio: il latte non è l’unica fonte di questo elemento infatti la verdura a foglia verde, come la cicoria, la rucola, il radicchio e la barbabietola, ne è una fonte altrettanto valida, così come una buona quota di calcio viene anche dall’acqua da bere (purché non oligominerale)
  • contenuto di grassi: il latte intero ed i prodotti di sua derivazione sono ricchi di grassi saturi e colesterolo, che favoriscono l’insorgenza di arteriosclerosi.
  • proteine: il latte contiene proteine diverse da quelle della carne e dei legumi, proteine che vengono fornite solo da quest’ultimi alimenti, e limitare la sola sorgente proteica al latte comporta, in tempi non lunghissimi, squilibri nelle proporzioni di aminoacidi che il nostro corpo estrae proprio dalle proteine.

Anche solo queste considerazioni sembrano sufficienti per consigliarle di integrare la dieta della sua bambina con altri alimenti. Come?

  • pranzando a tavola insieme;
  • mangiando tutti la stessa minestra;
  • proponendole un clima sereno al momento del pasto;
  • non assecondandola nella alternativa, infatti, la preoccupazione che i figli non mangiano impone dei comportamenti automatici dannosi: “Non ha mangiato niente, almeno il latte!”.

Non si lasci scoraggiare da qualche piccolo insuccesso, l’impresa vale la spesa

 

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