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L'esperto risponde

DHA a latti formulati

Nome: Sofia
Età del bambino: 22 mesi
Sesso: femmina
Comune: Milano
Area tematica: Allattamento e divezzamento
Domanda: Buongiorno, la mia bimba ha 22 mesi e vorrei confrontarmi con voi riguardo alla sua alimentazione. E’ una bambina che mangia volentieri, quindi il suo menu è piuttosto vario e si articola in questo modo: a colazione una tazza da circa 100 gr di latte con del riso soffiato al cacao; a pranzo un contorno di verdure, solitamente cotte al vapore, che mangia sempre all'inizio del pasto, poi un primo piatto dove alterno pasta, riso, orzo e gnocchi, con condimenti vari, a fine pasto frutta. A merenda mangia yogurt o frullati di frutta e un po' di frutta secca o qualche cracker; a cena sempre un contorno di verdura a inizio pasto, poi un secondo a scelta tra carne bianca, pesce, uova, formaggi magri e legumi, a volte accompagnati da patate al forno o bollite, frutta a fine pasto. Il mio dubbio è di sbagliare a darle una dieta dissociata, so che per i bambini non viene consigliata, lo faccio per praticità, così a pranzo preparo un piatto unico per tutti e faccio più in fretta, visto che poi vado al lavoro, comunque il primo piatto è molto abbondante, circa 60/70 grammi di pasta o riso e non ne avanza un cucchiaio. La sera di conseguenza le do solo il secondo perché non voglio esagerare con le dosi. La bimba comunque è sana e cresce bene, faccio male a organizzarmi così?
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Caro papà Alessandro, iniziamo con il dire che nessun latte formulato potrà mai sostituire il latte materno per composizione e benefici per il lattante, e deve sempre essere fatto di tutto da parte degli operatori sanitari per garantire e incentivare un allattamento materno esclusivo e duraturo. I latti formulati dovrebbero trovare applicazioni solamente in casi di gravi condizioni del bambino (galattosemia, fenilchetonuria, peso inferiore ai 1500 g etc.) o della mamma (infezione da HIV, uso di chemioterapici etc.), o della provata impossibilità a sostenere o proseguire l’allattamento al seno. Detto ciò, i latti formulati tentano ovviamente di avvicinarsi alla composizione del latte umano che nel caso specifico contiene anche DHA ovvero l’acido docosaensanoico, importantissimo per il sano sviluppo del lattante. Come avrà rilevato lei stesso il latte 1 che lei ha usato, da utilizzarsi fino ai 6 mesi del bambino, ha tra gli ingredienti l’olio di pesce proprio allo scopo di fornire al bambino, nel momento di massima necessità, i migliori apporti. In molte formule 2, inclusa la sua, invece, questa integrazione non avviene in quanto si ipotizza che un’alimentazione complementare variata e corretta che si unisce al latte nei mesi successivi possa garantire i corretti fabbisogni di polinsaturi. Di fatto vi sono notevoli differenze tra i vari latti formulati attualmente in commercio, seppure nell’ottemperanza delle direttive comunitarie, risultano esserci continui aggiornamenti nelle composizioni in funzione delle evidenze scientifiche al fine di migliorare le caratteristiche di un prodotto che seppure di qualità rimane un surrogato.

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