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L'esperto risponde

“Dopo assaggi forzati, non mangia più”

Nome: Pietro
Età del bambino: 6
Sesso: maschio
Comune: Varese
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Buongiorno, il mio bimbo di 6 anni ha un grosso problema con l'alimentazione da circa 3 anni. Prima della scuola materna il bambino mangiava ogni cosa tranne l'insalata, le mele e le carote crude. Durante il primo anno di scuola materna, la cuoca dell'asilo non era d'accordo sul fatto che il bambino non mangiasse queste cose e lo ha obbligato in ogni modo ad "assaggiare" (come diceva lei) tutto. Risultato: ho dovuto ritirare mio figlio da quella scuola (si svegliava di notte piangendo e ripetendo di non voler mangiare le carote!) e ora il bambino non mangia quasi più nulla se non pochissimi alimenti e non vuole in alcun modo assaggiare nuove pietanze. Alla mensa scolastica è capace di non mangiare nulla e di passare così lunghe ore a digiuno. Vista l'età del piccolo, credo sia importante in qualche modo risolvere questa situazione ma non so proprio come. È per questo che chiedo gentilmente il vostro aiuto! Grazie mille in anticipo.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Claudia, questa può essere l’altra faccia della frequentazione della mensa scolastica. Infatti, pur giudicando in modo assolutamente negativo la forzatura che si è adottata nei confronti di Pietro, sono consapevole che a volte succede che bambini che prima mangiavano un po’ di tutto, per imitazione, questa volta negativa, comincino ad abbandonare le buone, vecchie abitudini. Se il digiuno di Pietro riguarda solo il pasto alla mensa, cercherei di non preoccuparmene troppo. Naturalmente non gli proporrei subito una merenda nel momento del rientro a casa e non assillerei le maestre con le domande di prassi “ha mangiato?”, “quanto ha mangiato?”. E’ chiaro che Pietro ha bisogno di un po’ di tempo per capire che il nuovo ambiente non è ostile come il precedente e che può riprendere le vecchie abitudini senza bisogno di essere forzato. Inoltre lui ha compreso quanto la cosa sia importante per la sua mamma e sente la gloria di essere al centro delle sue attenzioni. Anche a casa non lo forzerei, soprattutto se il piccolo mantiene la sua vivacità ed il buon umore. Per tranquillizzarsi sul fatto che comunque, anche con pochi alimenti, Pietro sta crescendo, farei un controllo della crescita dal suo pediatra. Se così non fosse una visita da un neuropsichiatra infantile potrebbe suggerirle un comportamento adeguato.

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