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L'esperto risponde

Educazione alimentare: è la mamma a fare le porzioni

Nome: Maria
Età del bambino: 7 anni
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: La mia bimba è, per così dire, una buona forchetta. Ogni pasto si trasforma in una continua contrattazione sulla giusta quantità di cibo. Tale situazione mi crea sconforto e la mia bambina si sente sempre frenata. Ieri sera, riguardando un filmato delle vacanze al mare, si è messa a piangere disperatamente dicendo che vuole dimagrire perché la sua pancia non è bella. Non so più come comportarmi, ma sento nel mio cuore di sbagliare in continuazione. Aiuto!
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile signora, ha mai pensato di “contrattare” con sua figlia (7 anni) l’ora di rientro a casa o quante parolacce possa dire in un giorno o se è il momento di mettersi i tacchi a spillo?

Ci sono argomenti per i quali le regole della buona educazione, se la famiglia ha un codice di comportamento corretto, sono automaticamente codificate e neanche discutibili. Perché quando si parla di cibo dobbiamo “contrattarne” la quantità? Sua figlia è troppo piccola per decidere e il solo atto di discuterne con lei non fa che metterla in confusione.

E’ la mamma che, silenziosamente, stabilisce le porzioni senza contrattarle ogni volta. Questa sua incertezza le procura, tra l’altro, molto dolore e la rende insicura quasi che ogni volta si dovesse chiedere: “ho fatto bene o male?”. Se serenamente si assumerà il compito (ingrato!) della porzionatura, sono certa che la bambina si adeguerà e non avvertirà il disagio della “pancetta” perché nessuno le avrà fatto notare che mangia troppo.

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