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L'esperto risponde

I “no” aiutano a crescere

Nome: Gioia
Età del bambino: 4
Sesso: femmina
Comune: Bagnacavallo
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, vi pongo questa domanda, premettendovi innanzitutto che sono separato dalla madre delle mie figlie, dal momento che con la mia ex compagna sorgono spesso diatribe "importanti" circa l'alimentazione delle stesse.L'ultima diatriba in ordine di tempo nasce dal fatto che ci sono state occasioni in cui mia figlia maggiore di 4 anni e mezzo ha mangiato due volte in un giorno (a colazione e a merenda) del prosciutto cotto (qualche fettina ciascuna volta).Considerando che lei è molto ghiotta di cose "saporite" secondo me non c'è nulla di male, a patto che non ci siano intolleranze e/o allergie certificate verso gli insaccati in genere.Inoltre, bisogna tenere conto anche della frequenza (1 giorno e mezzo ogni 15 giorni) con cui sono a casa mia.Tengo a precisare che, in caso non le dia quell'alimento, finirebbe con il saltare il pasto in questione.Attendo una Vostra risposta in merito e Vi ringrazio, Luca
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Gentile Luca, mi piacerebbe tanto aiutarla in questo quesito, ma immagino che il problema maggiore riguarda i rapporti con la madre delle sue figlie. Infatti, ha ragione la mamma quando dice che è bene non ripetere lo stesso alimento più di una volta al giorno, ma ha ragione anche lei, che se questo è occasionale non è poi così grave. È vero però che la signora ne fa più una questione di “educazione”, considerando che Gioia sarebbe pronta anche a non mangiare se non ottiene l’alimento richiesto, mentre lei non vuole dispiacere alla bambina. La questione sembra il prosciutto, ma sarebbe potuto accadere, o potrà accadere anche con altro. Gioia si sente in una posizione di forza e sa che può  chiedere a suo padre tutto ciò che vuole data la scarsa frequenza con cui è in sua compagnia e l’immenso affetto che le vorrebbe dimostrare in così poco tempo. A prescindere dal prosciutto, che comunque non è il problema reale, le consiglierei di basare il rapporto con la piccola su belle attività svolte insieme, su storie lette e passeggiate fuori casa. È giusto che anche lei lasci una impronta educativa sulla piccola dicendole “no” quando lo riterrà giusto. Ne nascerà un rapporto apparentemente e inizialmente  più conflittuale ma sicuramente più ricco, profondo e duraturo. I bambini vogliono sentirsi dire  anche “NO” qualche volta. Mi faccia sapere.

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