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L'esperto risponde

Il bambino è vorace

Nome: Matteo
Età del bambino: 7mesi
Sesso: maschio
Comune: ortona
Area tematica: Educazione
Domanda: Mio figlio di 7 mesi è un golosone... mangia veramente troppo. Abbiamo iniziato lo svezzamento a 4 mesi con i liofilizzati. Ora mangia pastina con omogeneizzato a pranzo e cena e latte al mattino e pomeriggio. Il problema è che più andiamo avanti e più diventa impossibile dargli da mangiare. Prima piangeva perché voleva un cucchiaio dopo l'altro velocemente. Ora mentre mangia si fa venire le crisi di pianto. Appena vede che la pappa sta per finire non ne parliamo... rimane quasi senza fiato per il piangere. Allora gli diamo anche la frutta,1 2 3 vasetti ma non gli basta mai. La pappa non penso che non gli piaccia perché apre la bocca e non la sputa, anzi... aggiungo che non ancora mette nessun dentino.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Valeria, non so cosa possa aver portato Matteo ad assumere questo comportamento, ma di certo rappresenta il rovescio della medaglia di chi non vuole mangiare e/o è troppo lento. Il bambino sta strutturando un atteggiamento di insoddisfazione che può dipendere sia  dalla quantità di cibo offerta inizialmente a 4 mesi (un po’ troppo presto) che dal modo (a forza di omogeneizzati di frutta il volume potrebbe aumentare a dismisura). Non mi ha scritto nulla dell’uso delle verdure che in ogni caso le consiglio di inserire nella pappa nella quantità di circa 2-3 cucchiai. Né mi dice del peso del bambino o della sua velocità di crescita.  Potrebbe essere che lei stessa, preoccupata per le reazioni del bambino, entri, già prima di cominciare a dare la pappa, in uno stato d’ansia incontrollabile che trasmette al piccolo e che crede di vincere soltanto con la rapidità di somministrazione, ma anche che il bambino abbia una disregolazione dei segnali di fame e sazietà. Non mi capita mai di dire che durante il pasto i bambini vanno distratti con altro, ma nel suo caso mi sembra che questo potrebbe essere utile: ad esempio ascoltare un po’ di musica con ritornello per bambini, o raccontare una storia, o dargli un cucchiaino in mano in modo da impegnarlo in una nuova attività. Le proporrei di farsi sostituire nella somministrazione del pasto, per un breve periodo, da qualcuno meno emotivamente coinvolto di lei o, ancora meglio, inserirei il piccolo in un asilo nido fino a che lui non sperimenti un modo diverso di mangiare, più sereno e piacevole. Non è aumentando il volume del cibo o la velocità di somministrazione che risolveremo il problema. Occorre anche seguire con attenzione il ritmo di crescita di Matteo per capire se a tanta fame segue una crescita nella norma o se il piccolo sta deviando verso un eccesso di peso. Si faccia aiutare dal suo pediatra con dei controlli un po’ più ravvicinati. Altro aiuto, con il tempo, verrà anche dal farlo partecipare alla vostra tavola in modo che sperimenti dei ritmi e modalità di alimentarsi diverse. Sarà un periodo transitorio difficile, non si lasci vincere per stanchezza. Coinvolgere anche il papà potrebbe non essere male. Mi faccia sapere.

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