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L'esperto risponde

Il bambino rifiuta improvvisamente il cibo: come fare?

Nome: Barbara
Età del bambino: 22 mesi
Sesso: Maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Le scrivo per chiederle dei chiarimenti su mio figlio Valerio, a cui non riesco a far mangiare nulla di ciò che dovrebbe ormai mangiare un bimbo alla soglia dei 2 anni.Valerio frequenta l’asilo nido dal settembre scorso ed ha da subito manifestato una certa avversione al cibo in “pezzetti”. A casa beve di gusto il latte la mattina (250 gr circa e quattro/cinque biscotti) poi però l’unico modo per farlo mangiare è il piatto unico con brodo vegetale, omogenizzato di carne fatto da me, olio, parmigiano e frutta frullata. A gennaio ha fatto le analisi ed è risultato anemico, per questo abbiamo iniziato a dargli carne di cavallo ed un ciclo di bustine di ferro per bambini.All’asilo mangia molto poco perché il menu comprende il primo, il secondo, il contorno e frutta a pezzetti e lui non la gradisce affatto. La sera io gli preparo le minestre con la carne o il pesce frullati dentro, che gli piacciono molto, altrimenti digiunerebbe di nuovo anche con me.In questo modo è cresciuto bene, pesa circa 14,500 kg ed è alto quasi 91 cm, ma da circa 15 gg è nervoso, irascibile e rifiuta totalmente il cibo di qualsiasi forma, consistenza e colore, a volte anche il latte. Il pediatra ha detto che sta benissimo e che non mi devo preoccupare, mi ha cacciato via dicendomi che il bambino può digiunare anche 10 giorni senza aiutarmi a capire invece il motivo di tale atteggiamento improvviso e, a mio avviso, preoccupante. Non so proprio come fare: all’asilo, con i nonni, con me e con tutti ora il bambino si comporta così e sembra non interessargli minimamente il cibo, qualsiasi esso sia. Appena lo si accosta ad un tavolo e capisce che si mangia fa il diavolo a quattro con tante tante lacrime, senza neanche vedere cosa ci sia nel piatto.D’accordo che si tratta di un bimbo con una crescita buona, ma non voglio che per questo motivo perda il peso ed il sorriso che aveva mentre mangiava. Come mai un bimbo di buon appetito muta così il suo comportamento? Da chi mi posso far aiutare per ricominciare da capo?
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara Barbara, con questa domanda mi dà una bella gatta da pelare… ma inizio con il rassicurarla dicendole che quanto da lei riferito non è un caso singolo ma viene, spesso, riportato riguardo a bimbi tra l’anno e i 2 anni di età. Diverso da ciò è risponderle sul perché, in quanto a mio parere i motivi possono essere molteplici e variabilmente rilevanti nel singolo caso. Anche il collega pediatra, a suo modo, l’ha voluta tranquillizzare in quanto più ansia si crea intorno al pasto di un bimbo (che dovrebbe teoricamente essere un momento di grande naturalezza e spontaneità) meno è probabile che egli mangi, e di fatto una riduzione dell’assunzione di cibo per qualche settimana in un bimbo sano e di buon peso come Valerio non deve destare preoccupazione. Cercando comunque di trovare una giustificazione a questo atteggiamento, può essere utile individuare se è avvenuto un qualche cambiamento o stress nella vita del bimbo che possa aver influenzato i suoi comportamenti, o se possa aver avuto qualche disturbo gastroenterico o magari un’eruzione dentaria un po’ laboriosa di un canino o un secondo molare precoce tale da rendergli la masticazione dolorosa.

Se nulla di tutto ciò vi pare sia avvenuto, vi consiglierei di tornare dal pediatra che potrà, a sua discrezione, prescrivervi degli accertamenti di laboratorio o d’altro genere per dirimere eventuali dubbi sulla presenza di una causa organica.

Nella sua lettera lei fa riferimento a più problemi, quelli della consistenza e tipologia del pasto così come quello di un’anemia da carenza di ferro. Non li affronto ora perché mi pare che il problema del comportamento sia quello, al momento, preponderante e che vi preoccupa di più. Ma, una volta venuti a capo di questo, non esiti a ricontattarmi, e possiamo parlare anche di questi altri aspetti.

In chiusura, il consiglio è di rimanere ragionevolmente tranquilli, continuare ad accostare Valerio con allegria al momento del pasto senza manifestare ansia per il comportamento che potete prevedere lui avrà, e magari tentare di modificare il contesto, che può significare mangiare in una stanza diversa dalla solita o sostituire il seggiolone con un rialzo alla sedia o anche partire un paio di giorni e vedere cosa succede. Non faccia però l’errore di evitare che il bimbo mangi all’asilo per paura che possa digiunare del tutto e non gli frulli ancora tutto sempre per lo stesso motivo. Anche piccoli ostacoli servono a crescere, quindi gli dia il cibo a piccoli, anche piccolissimi, pezzi ma non lo frulli: questo potrebbe cronicizzare veramente il comportamento del bambino e provocare poi difficoltà maggiori. Mi faccia sapere come evolve.

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