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L'esperto risponde

Il mio bimbo non vuole più la pasta, che fare?

Nome: Samuele
Età del bambino: 17 mesi
Sesso: maschio
Comune: san donato
Area tematica: Educazione
Domanda: Salve dott.ssa vorrei avere semplicemente un consiglio da un'espertaLe spiego...mio figlio rifiuta la pasta in qualsiasi modo... eppure prima la mangiava in qualsiasi modo col sugo con i legumi con il pesto ma dopo 1 anno nulla...preferisce la carne le patate il latte!!La mattina lui beveva 300 ml di latte con due biscotti, poi verso le undici si addormentava e dormiva circa due ore, poi per pranzo un secondo quasi sempre carne con zucchina e la sera era sempre un dilemma!Da un po' gli do meno latte, ossia 220 con un biscottoPisolino solo di mezz'ora a pranzo propongo lapasta...con relativo suo rifiuto ci riprovo dopo dieci minuti poi non insisto a questo punto gli do un panino piccolo che mangia tutto!!! ecco volevo sapere... secondo lei è giusto dare quel panino? e poi la sera, se a pranzo non propongo alternative alla pasta che appunto non mangia, cosa dovrei proporre? Ancora pasta ? O un secondo? Mi dia una mano favore perché non so come comportarmiGrazie
Il mio bimbo non vuole più la pasta, che fare?

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Marta l’abitudine alla pasta è di sicuro soprattutto culturale, oltre che comoda per la preparazione dei piatti unici (pasta con carne, pasta con legumi, pasta con pesce, pasta con verdure e formaggio) anche questa tipica della nostra cultura. Non bisogna però dimenticare che la pasta è equiparabile al riso, al pane, alle patate, al couscous, all’orzo o al farro, ecc… tutti cibi che sono ottime fonti di carboidrati, i quali dovrebbero costituire la quota principale di nutrienti della nostra giornata. Dunque se Samuele in questo periodo rifiuta la pasta può tranquillamente utilizzare tutte le altre fonti di carboidrati citate, purché questo non vada a discapito di altri alimenti, per cui dal punto di vista nutrizionale non è un problema se Samuele mangia un piccolo panino (non pane confezionato, né al latte o all’olio) ma sempre associato al secondo, verdura e frutta. Questo vale ovviamente sia per il pranzo che per la cena, con l’unica accortezza sulle quantità, che a cena devono essere leggermente inferiori al pranzo. Il problema semmai è di ordine educativo, e non è mai una buona opzione che, in caso di rifiuto, Samuele sappia già che c’è una seconda scelta. E se poi ne pretendesse una terza? O una quarta? E se allargasse – cosa che facilmente accadrà tra qualche tempo – questo anche ad altre categorie di cibi? Lei converrà con me che casa non può diventare un ristorante à la carte! Per cui, oltre a consigliarle di riproporre nel tempo gli alimenti che vengono per ora rifiutati, le suggerisco di variare di continuo l’offerta, ma di non prevedere affatto la “seconda scelta”: oggi questo c’è, se ti va lo mangi e se non ti va …pazienza, mangerai a merenda! In ogni caso, resto a sua disposizione. Per ulteriori dubbi non esiti a contattarmi.

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