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Il pasto non deve essere una guerra!

Nome: Gabriel
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Acquappesa
Area tematica: Educazione
Domanda: Salve, vorrei un consiglio. Da premettere che dallo svezzamento è stato difficile perché non voleva provare nulla ma essendo piccolo riuscivo comunque a farlo mangiare, adesso che è un po’ più grandicello è proprio difficile, ultimamente poi rifiuta proprio la pastina anche perché non siamo andati oltre i vasetti perché non vuole assaggiare niente di diverso. La sua giornata inizia con appena 150ml di latte con biscotti, spuntino due o tre taralli, a pranzo una fetta di pane, prima mangiava il prosciutto adesso nulla. Il pomeriggio un po’ di latte o una merendina e la sera un dilemma perché non so proprio cosa fare. Mangia solo due polpette di carne in bianco non accetta proprio nulla; né frutta né verdura né yogurt niente di niente e provo sempre a proporglieli ma grida e dice NO. Lui in genere è un bambino tranquillo ma quando arriva il momento di mangiare diventa isterico e non so più che fare. Grazie
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

cara mamma Carmen, mi viene da dire che se va avanti così quando il bimbo sarà adolescente ne vedrà delle belle! Gabriel sembra infatti decidere tutto come vuole lui e ha solo 2 anni e mezzo. Tra latte e biscotti (SPERO NON ANCORA NEL BIBERON!), pane, merendina e polpette mi sembra che la dieta, almeno in termini di macronutrienti (proteine, grassi e carboidrati), sia più che abbondante. Il tema su cui concentrarci è questo: posto che il bambino stia crescendo normalmente e che quindi alla fine della giornata abbia assunto la sua quota calorico-proteica, è corretto assecondarlo? Da un punto di vista dell’educazione alimentare la risposta è “no”, ma purtroppo un po’ tutti noi genitori tendiamo a vivere il rifiuto del cibo con molta difficoltà e cediamo fornendo alternative purché mangino. Di fatto è proprio questo l’atteggiamento sbagliato che alimenta la selettività alimentare dalla quale si può uscire, con molta pazienta e tempo, solo fornendo a fianco agli alimenti graditi quelli che devono necessariamente essere presenti in una sana alimentazione pediatrica. Pertanto tolleri qualche “isterismo”, cerchi di fare del pasto un momento sereno e divertente, tutti insieme attorno alla tavola con lo stesso piatto davanti. Gabriel infatti alla sua età dovrebbe ormai partecipare alla mensa dei grandi e condividere le stesse scelte alimentari, ovviamente in versione più semplice e adatta alle sue competenze attuali. Il pasto non deve essere una guerra, piuttosto un momento di condivisione familiare, cerchi di lavorare in questa direzione. Buona crescita.

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