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L'esperto risponde

Il pianto e la scuola materna

Nome: Gaia
Età del bambino: 23 mesi
Sesso: f
Comune: Adelfia
Area tematica: Altro
Domanda: Salve dottore, ho iscritto la mia Gaia al nido ma dopo un lungo inserimento lei ha deciso di piangere ancora fino a che ho deciso, dopo due settimane, di riportarla a casa. La maestra del nido aveva deciso di staccarmela dalle braccia perché lei piangeva. Fino a che punto secondo lei è giusto insistere? Gaia era angosciata nonostante sia una bimba tanto espansiva.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Dora, questo piccolo dramma è stato vissuto da molti bambini. La difficoltà di staccarsi dalla mamma dopo aver vissuto simbioticamente con lei per tanti mesi, compresa la gravidanza, crea in Gaia uno stato di preoccupazione che la porta a piangere nel momento del distacco. Spesso però è più la mamma che sente questo momento come un’amputazione non necessaria per sé e il bambino, e che quindi trasmette questa sua angoscia al piccolo. Ciò che intendo dire è che se pensa che l’ambiente sia sereno e adeguato, se ritiene che le persone a cui sta affidando Gaia siano competenti ed affidabili, se pensa che per la bambina ciò rappresenti una buona soluzione perché altrimenti rimarrebbe sola a casa con nonni o baby sitter, insista ancora qualche giorno con l’inserimento. Sono sicura che se lei non fosse presente al nido il pianto della bambina sarebbe prontamente consolato, insegnando in pratica a Gaia che può contare anche su altre persone oltre alla sua mamma. Per abituare Gaia all’idea che la mamma non è sempre “visibile”, ma che comunque resta presente nella sua vita, può iniziare a giocare a nascondino, coinvolgendo anche suo marito. Sparire dalla vista della bambina per poi tornare con un bel sorriso o un “cucù” squillante può aiutare la piccola a capire che la mamma non scompare per sempre anche se non è visibile. Se lei, invece, ritiene che non sia giunto il momento del distacco e può continuare ad accudire la piccola per qualche altro mese, lo faccia, sapendo comunque che il giorno del pianto arriva per tutte le mamme, sia che i piccoli le salutino sorridenti, sia che piangano straziati.

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