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L'esperto risponde

La “crescita” del comportamento alimentare

Nome: Nicole
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Crotone
Area tematica: Educazione
Domanda: Salve, sono una mamma di una bimba di 2 anni che non mangia cibo “normale” ma solo omogeneizzati, non mangia né formaggini né verdure, ma solo carne pesce e sugo. Non mastica ancora infatti mangia la pastina e se le do cose poco più grandi o le rifiuta o le ingoia per intero. Ho provato a darle cose fatte in casa ma nulla. Non mangia nemmeno merende, frutta, dolci, pizza, patatine, nulla di ciò che piace normalmente ai bambini, ma solo pastina con omogeneizzato e latte. Non so proprio come sbloccare la situazione, pensavo migliorasse iniziando ad andare al nido ma anche lì rifiuta di assaggiare. Vorrei un consiglio per migliorare questa situazione, grazie mille
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Roberta, la ricetta più gradita è “serenità e fermezza in piccoli passi”. Difficile ipotizzare come e perché Nicole si sia bloccata nella sua sperimentazione alimentare, le cause possono essere molteplici ma gli effetti sono sempre supportati inevitabilmente da noi genitori che in qualche passaggio del processo assecondiamo le richieste del bambino “purché mangi!”. L’errore sta sempre in questo concetto del “purché mangi” che non solo asseconda ma amplifica e cronicizza il comportamento del bambino. Nicole, con i suoi 2 anni e più, dovrebbe ormai essere (e da un anno) alla tavola dei grandi a condividere il pasto. Gli omogeneizzati dovrebbero esserne banditi. Prepari hamburger o polpette di carne o pesce, pesce schiacciato etc. abbinati ad un primo piatto di riso o pasta al sugo e condividete questo pasto con la bambina, senza sforzarvi “perché mangi”, ma anche senza offrire alternative o successive compensazioni. Tenete sempre ben a mente due concetti di base, che non ci stanchiamo di ripetere: in primo luogo, nessun bambino si lascia volontariamente morire di fame; in secondo luogo – se il cibo è disponibile – non mangiare diventa una scelta, e le scelte – si sa – hanno sempre delle conseguenze, in questo caso un po’ di fame. Per quanto attiene il nido solitamente esso è d’aiuto, in quanto i bambini tendono a modificare i propri comportamenti per via imitativa. Lasci tempo al tempo, come detto inizialmente, saranno piccoli passi verso un’alimentazione adulta. Buona crescita.

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