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L'esperto risponde

La disappetenza transitoria nei bambini

Nome: Mattia
Età del bambino: 21 mesi
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Gentili dottori, sono perplessa riguardo al comportamento di mio figlio, un bimbo di 21 mesi. Lui non è mai stato un mangione e purché io mi sia sempre opposta a lasciargli giochi e libri durante i pasti, ho dovuto usarli, seppur con moderazione, per farlo mangiare. Poco tempo fa ha iniziato a mangiare meno, poi è arrivata l'influenza e ha avuto la febbre alta per 5 giorni nei quali mangiava solo latte con biscotti al mattino, al pomeriggio e prima della nanna, saltando il pranzo e la cena. Passata la malattia, ci siamo trovati in una situazione per cui appena si siede a tavola inizia a spostare il piatto, rifiutandolo. Mentre prima assaggiava tutto e magari non finiva la sua razione, ora non apre proprio la bocca, anche se proviamo a stimolarlo con qualche gioco. Ha avuto un principio di acetone durante l'influenza e per questo i primi giorni in cui stava meglio l'ho forzato usando anche maniere un po' forti, ad esempio alzando la voce: so che magari è sbagliato, ma eravamo arrivati al punto che pur di farlo mangiare, temendo l'acetone, abbiamo preferito insistere. Non ha mai avuto la passione per la pasta e l'unico modo per fargliela mangiare con gusto era condendola con i legumi, ma ovviamente ora non vuole più neanche quella. Per non parlare di carne o l'uovo (alimento che prima gradiva). La vedo proprio come una questione di rifiuto; si siede al tavolo e dice di no a tutto. Io insisto quei 15/20 minuti, ma se continua a dire di no lo lascio andare anche se a digiuno. Ho iniziato delle fialette di ricostituenti a base di pappa reale, mirtillo e vitamine B, ma sono preoccupata perché non so più che atteggiamento assumere davanti a questo blocco. Chiedo dei consigli su come debba comportarmi e su come possa stimolarlo. Vi segnalo che pesa 11,6 kg ed è alto 90 cm. Aspetto una sua risposta e la ringrazio anticipatamente.Cordiali saluti.
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Valentina, la situazione che ci racconta è molto stressante ma anche alquanto comune ed è definita disappetenza transitoria: può trovare tutte le informazioni generali sul tema nell’interessante articolo della dottoressa Cammisa. La questione che preme però è per quanto tempo questa inappetenza “transiterà”. La risposta è: “nessuno lo sa”, ma sicuramente durerà meno se non è vissuta come un problema e attiva meccanismi di insistenza, pressione e centralizzazione sul pasto e sul mangiare in genere. Ad esempio può offrire cibi alternativi o dare il latte, perché quello magari lo beve volentieri. Dalle considerazioni che fa, mi sembra già molto consapevole di ciò, ma è necessario applicare la teoria in cui si crede (15 minuti d’insistenza rendono il pasto un incubo sia per lei che per Mattia), tanto più se le confermiamo che è quella giusta. Mattia è un bimbo normopeso, può tranquillamente provare con qualche integratore (prescrittole dal pediatra!) che servirà più a calmare la sua ansia che ad avere reali risultati, ma deve anche avere chiaro che il primo passo per uscire dalla situazione è alleggerire la tensione. Nessun bambino si lascia morire di fame, come dimostrano peraltro i percentili di Mattia. In bocca al lupo e non dia spazio ad un ansia inutile.

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