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La mia bambina si sfoga con il cibo

Nome: Giulia
Età del bambino: 9
Sesso: femmina
Comune: venezia
Area tematica: Movimento e stili di vita
Domanda: Gentilissima dottoressa ho una bambina di nome giulia che a gennaio ha compiuto nove anni. E' una bambina dal carattere molto deciso e anche seconda la psicologa che abbiamo consultato è una bimba nervosa, testarda e determinata. Il cibo e' la valvola di sfogo. Mangia davvero troppo secondo noi. Io cerco di darle frutta e verdura ma la fame e' tanta. In un anno e' cresciuta di otto chili. Ora è alta 141 cm e pesa quasi 42 chili. La vedo troppo in sovrappeso e malgrado la ginnastica due volte a settimana e averle tolto i dolci non so' come farla dimagrire. Mi dice che ha sempre tanta fame. Gentilmente cosa mi consiglia di fare? Grazie infinite e cordiali saluti. Laura
La mia bambina si sfoga con il cibo

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Laura, innanzitutto vorrei rassicurarla sul fatto che la sua bimba, in base ai valori che mi ha inviato risulta essere in realtà normopeso, come potrà vedere anche dal nostro bimbometro. Questo ovviamente non risolve il problema che mi pare centrato su una eccessiva attenzione alla questione alimentare. Molto spesso i bambini, non riuscendo a esprimere in modo chiaro i sentimenti che provano (tristezza, gioia, rabbia, felicità, noia), poiché spesso non sono in grado di riconoscerli, tendono a chiamare tutto “fame”. Lei e la sua bimba avete già fatto un passo aventi importante riconoscendo che quella di Giulia in realtà non è fame, ma altro. Ora quello che le consiglio di fare (anche insieme a un supporto psicologico) è di cercare di svincolare i sentimenti dall’alimentazione. Innanzitutto cerchiamo di trovare qualche cosa da fare nel pomeriggio, aldilà dello sport organizzato delle due volte a settimana; a esempio delle belle passeggiate, oppure passare il pomeriggio da un’amichetta o far venire un’amichetta a casa, portarla al parco dove può sfogare la sua energia o farla partecipare ad attività di gruppi organizzati (centri pomeridiani, scout, ecc…) cercare insomma di occupare il pomeriggio della sua bimba per sconfiggere la noia. Aldilà di tutto cerchiamo di essere rigidi a tavola, cioè la casa non è un ristorante per cui si mangia ciò che mamma ha preparato, in un pasto condiviso come tempo e tipologia. Queste “regole” è importante in primo luogo che siano seguite da tutta la famiglia in modo che Giulia possa avere un buon esempio su cui strutturare il suo rapporto con il cibo. E’ di assoluta importanza agire adesso che la sua bimba è in una fascia d’età ancora “modificabile” prima che si affacci al difficile periodo dell’adolescenza. Mi tenga aggiornata.

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