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L'esperto risponde

Le neofobie che non passano

Nome: Giada
Età del bambino: 9
Sesso: femmina
Comune: Roma
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, mia figlia è alta 1,40 m e pesa 27 kg. Non ha mai voluto assaggiare né frutta nè verdura. Anzi è terrorizzata da questi cibi dicendomi che non ha il coraggio di assaggiarli. Se qualcuno di noi ha mangiato frutta deve stare alla larga e se per scherzo proviamo ad avvicinarla scappa e urla. Per questi motivi la sua alimentazione è composta da pasta a pranzo e a cena con carne o pesce poiché, non mangiando contorni di nessun genere, non le potrei far fare un pasto completo altrimenti. Io e il padre siamo separati da quando aveva 4 anni ma lei vive tranquillamente questa situazione. Sottolineo che non ha mai troppo appetito, fa palestra e conduce una vita tranquilla e normale, scuola compresa con ottimi voti. È una bambina che ha amici e si trova bene con tutti. Io sono preoccupata perché vorrei capire se obbligarla o lasciarla stare.. Ma se è vero che questi cibi sono fondamentali cosa devo aspettarmi dal futuro non avendo mai ingerito tutto ciò? Io a volte insisto anche ma sempre senza risultato, altre mi impunto ma ottengo solo pianti disperati perché non ne vuol sapere.. Che fare ? Grazie mille per il consiglio che vorrete darmi.
Le neofobie che non passano

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Elena la sua bimba, pur essendo assolutamente normopeso, come si evince anche dal nostro bimbometro come giustamente lei sottolinea non segue una corretta alimentazione. Frutta e verdura sono assolutamente fondamentali per una crescita adeguata poiché contengono vitamine e sali minerali quasi del tutto assenti negli altri alimenti. Come spesso diciamo in parecchie risposte alle vostre domande è del tutto normale che in alcuni momenti della crescita vengano rifiutati alcuni tipi di alimenti. Generalmente questo avviene intorno ai primi anni di vita. A volte però accade che se non si riesce a far superare questa “paura” dell’assaggio si strutturino degli atteggiamenti come quelli di Giada. Da ciò che lei mi racconta mi sembra anche che questo per Giada è anche un modo di protestare, mi pare infatti di capire che la bimba non si ribella in altro modo: a scuola va benissimo, l’inserimento con i compagni è ottimo e anche la separazione sembra averla accettata senza troppi problemi, anche se a volte è difficile dire se i bambini esprimano davvero in maniera congrua un loro disagio di fronte ad un evento che in ogni caso ha scombussolato parecchio la loro vita. Inoltre, sempre a questo proposito, mi chiedo quale sia l’atteggiamento del padre, e della famiglia del padre, riguardo a questo comportamento della bambina, ammesso che lo stesso comportamento avvenga anche quando Giada si trova col papà. Se così, è, e indipendentemente dalla vostra separazione come coppia, vi prego di non dimenticare che la separazione non ha per nulla modificato il vostro ruolo e le vostre responsabilità come genitori, e dunque la prima cosa da fare è di avere un atteggiamento univoco che non lasci spazio a comportamenti isterici di Giada, come giustamente lei li chiama, e la seconda è di procedere insieme nel cercare di modificare le attitudini di Giada. Dunque la prima cosa che vi consiglio di fare è di eliminare dell’alimentazione tutti i significati “extra” che forse Giada gli attribuisce, e poi di cercare di non assecondare delle “scenate isteriche” nel momento in cui voi mangiate frutta o verdura. Vi consiglierei inoltre di porre ad ogni pasto un po’ di verdura, prima solo sulla tavola poi anche nel piatto di Giada, magari preparata in modo appetitoso e utilizzando verdure di diversi colori, senza però forzarla all’assaggio. Ultimo consiglio è quello di coinvolgere progressivamente Giada nella preparazione delle pietanze a base di verdure, il contatto manuale, infatti, potrebbe stimolarle la curiosità. Mi tenga aggiornata.

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