L'impegno di Coop Equipe Medica
Crescendo social club by Coop
×

L'esperto risponde

Mia figlia non mangia le verdure

Nome: Marta
Età del bambino: 9 anni
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Mia figlia di quasi nove anni, 36 kg e alta 1,33 m, si rifiuta categoricamente di mangiare verdure. Unica eccezione insalata e carote, raramente zucchine. Di nascosto, mangia le porzioni di dolci che i suoi compagni disdegnano. E’ vorace e non so proprio più che fare. Frequenta un corso di ginnastica artistica, in cui eccelle, ed ha sempre sempre fame… Potete aiutarmi?
Mia figlia non mangia le verdure

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Mi sembra un’ottima cosa che lei si preoccupi perché Marta non assume volentieri le verdure, ben sapendo che frutta e verdura sono fondamentali nell’alimentazione umana perché oltre ad apportare al nostro organismo vitamine e sali minerali sono molto ricche di fibre, importanti per le funzioni intestinali. Mi permetta però di vedere il bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto: ci sono bambini dell’età di Marta che rifiutano ogni tipo di verdura e frutta, di qualunque colore e forma esse siano. La sua Marta invece mangia carote e insalata e anche se con difficoltà e magari camuffate anche le zucchine. Direi che è da qui che possiamo partire, fornendo ad ogni pasto come contorno le verdure a lei già gradite, ma anche accordandoci con lei perché possa assaggiarne di nuove. Il suo compito principale di mamma, in questo campo, sarà quello di proporre a Marta con pazienza, serenità e fantasia le verdure che preparerà per la famiglia, evitando di instaurare un braccio di ferro che non porterebbe da nessuna parte: si insegna molto meglio con l’esempio che con le parole e Marta imparerà a mangiare le verdure molto più facilmente se tutti gli adulti che condividono il pasto con lei fanno altrettanto. Il compito da assegnare a Marta invece sarà quello di assaggiare almeno un po’ delle nuove verdure, preparandole anche di volta in volta in modo diverso così che possa capire per prima cosa se quella tale verdura davvero non le piace, o se più semplicemente – come spesso accade – è la diversa preparazione quella che non incontra i sui gusti (le verdure hanno il grande vantaggio, rispetto a molti altri cibi, che il loro sapore cambia radicalmente con le diverse cotture e preparazioni).

Per quanto riguarda le altre osservazioni che lei ci invia, non ci dice quando “mangia voracemente” le merende dei suoi compagni. A scuola, in palestra, alle festicciole di compleanno? Può questo comportamento derivare, se a scuola, dalla mancata prima colazione, o se in palestra da una giusta fame che lei (mamma) non vede? Se queste non sono le motivazioni reali, allora posso dirle che frequentemente i bambini (e non solo loro!) scambiano per fame quello che fame non è ma può essere noia, rabbia, dispiacere o una miriade di altri sentimenti che non hanno nulla a che fare con la fame ma che – erroneamente e momentaneamente – vengono placati mangiando. Spesso è utile l’aiuto di uno psicologo per imparare a capire quello che il nostro corpo ci comunica, perché se si capisce bene la richiesta è più facile rispondere correttamente, ma per cominciare potrebbe proporre a Marta di compilare un diarietto alimentare nel quale scrivere non soltanto le quantità o la qualità del cibo che mangia, ma anche e soprattutto cosa realmente prova quando sente di aver fame. Questo consentirebbe di trovare anche delle soluzioni, che magari sono già a portata di mano… Ad esempio, se di noia si trattasse, visto che è così brava nello sport che frequenta, potrebbe aumentare le ore di frequenza, o potrebbe iscriversi ad un altro sport che la diverta e la distragga, meglio ancora se si tratta di uno sport di gruppo.

Per ultimo, per evitare che consumi di nascosto le merende dolci dei compagni, potrebbe, d’accordo con Marta, darle per spuntino di metà mattina uno snack dolce. La cosiddetta “merendina” non è per forza di cose un cibo da demonizzare: può essere anzi convenientemente utilizzata tra le merende di metà mattina o del pomeriggio, purché abbia un giusto contenuto di calorie, adatte appunto ad uno spuntino, una giusta quantità e qualità di grassi, e possibilmente anche un bel po’ di fibre.

Mi rendo conto che è più facile a dirsi che a farsi e che quello che io ho espresso a parole è in realtà un grosso lavoro che Marta, e anche lei e suo marito, dovrete fare. Per essere aiutati e consigliati con serenità e comprensione posso suggerirvi di farvi eventualmente indirizzare dal vostro pediatra ad un centro di dietologia pediatrica che effettui visite nutrizionali integrate medico-psicologiche.

 

Fai una domanda


ANNI

MESI
M F
(non verrà pubblicata)
HO LETTO ED ACCETTO L'INFORMATIVA SULLA PRIVACY

campo obbligatorio