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L'esperto risponde

Mio figlio mangiava solo pasta e lenticchie, e ora non ne vuole più sapere. Aiutatemi!

Nome: Alessandro
Età del bambino: 3
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Preparazione pappe
Domanda: Salve, mio figlio Alessandro fino a 1 anno ha mangiato tutto e di tutto. Poi verso l anno e mezzo ha voluto solo la pasta con le lenticchie. Per cui mangiava a pranzo sempre pasta e lenticchie e la sera secondo con contorno. Gli proponevo altro ma rifiutava sempre. Da aprile dell’anno scorso ha rifiutato la pasta con le lenticchie. Rifiuta ogni formato, ogni colore, riso compreso. Non assaggia nulla che non sia carne o pesce. Mangia anche il pane. In generale non è curioso verso il cibo. Sta cominciando a rifiutare le poche alternative che avevo tipo la frittata e la platessa. In definitiva le cose che mangia sono davvero pochissime. Cresce bene, è sempre al 75 percentile per peso e altezza, ma io sono esausta di cucinare sempre le stesse cose e soprattutto di dargli cosi tanta carne. Nella vostra esperienza la tecnica "c'è solo questo e te lo ripropongo finche non mangi per fame" funziona? Aggiungo che sono una che lo coinvolgo nella preparazione dei pasti e facciamo la spesa insieme. Grazie
Mio figlio mangiava solo pasta e lenticchie, e ora non ne vuole più sapere. Aiutatemi!

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli

Dietista

cara mamma Viviana, cosa si aspettava? Che Alessandro mangiasse per tutta la vita pasta e lenticchie? Certo che no … Alessandro, giustamente, dopo un po’ si è stufato della “solita minestra”. Tutto qui. Lei, per l’immenso amore che prova per suo figlio, è caduta nell’errore “gli preparo pasta e lenticchie perché la cosa più importante è che mangi qualcosa”. Ora però si trova in difficoltà. Il fatto, poi, che ci chiede se la tecnica “c’è solo questo e se hai fame te lo mangi” funziona, mi suggerisce che lei non l’ha mai messa in pratica … giusto? Ma cosa è più importante? Riempire lo stomaco con il cibo scelto da un bambino di soli 3 anni, o educarlo ad un’alimentazione più varia? È come insegnare ad Alessandro la tabellina dell’uno, quella più semplice e che gli piace di più, senza insegnargli le altre. Il mio consiglio è quello di avere il polso un po’ più fermo, sia perché lei è – giustamente! – esausta di cucinare le stesse cose, sia perché è pericoloso per la salute avere un’alimentazione monotona, sia perché è proprio a questa età che si istaurano le abitudini alimentari di un individuo. Lei non dovrebbe cucinare più a parte per suo figlio, ma offrirgli quello che ha cucinato per il resto della famiglia. Perché, come ci insegna la saggezza popolare: o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra. Il salto dalla finestra sta per un pasto saltato, un digiuno anche di uno o due giorni, per il bene del bambino.

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