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L'esperto risponde

Monotonia alimentare

Nome: Riccardo
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Busto Arsizio
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Buongiorno, mio figlio Riccardo ha 8 anni e ha sempre avuto problemi a masticare. Sin da piccolo ho insistito con pazienza nel fargli mangiare i pezzi, ma dal periodo "pappe" siamo poi passati a un unico menu: riso bianco-giallo, pasta bianca-rossa, focaccia, pane e nutella, yogurt, mousse di frutta. Niente pezzi, carne o verdure. L’ho portato da una psicoanalista e mi ha detto che il bambino non ha niente ma tranne che si impunta sulle sue poche scelte. Fra cui non ho accennato se incluso il pane, la focaccia e pane e nutella. A scuola ha un ottimo rendimento ed è un ottimo sportivo. Unico neo l’alimentazione. Qualche giorno fa ho provato a presentargli un piatto con prosciutto e piselli e gli è venuta l’ansia, stava sbiancando. Sembra abbia paura degli altri cibi. Cosa posso fare?
marina cammisa

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Silvia, probabilmente Riccardo è il classico bambino da inserire in una classe a tempo pieno a contatto con altri bambini che apprezzano il cibo, non hanno timore a masticare e toccare alimenti diversi e che potrebbero, in un ambiente sereno, coinvolgerlo piano, piano. Il meccanismo che si innesca tra madre e figlio è sempre il solito: “non mangia niente”, ”però è fondamentale che mangi”, “non può rimanere a digiuno”, “gli preparo ciò che vuole”. E questo passa nella testa delle mamme tutte le volte che ci si appresta con ansia all’ora del pasto. Lei pensi che Riccardo, ad 8 anni, avrebbe dovuto mangiare, a tavola con la sua famiglia, tutto quello che lei prepara! Capisce bene che, a volte, l’eccesso di attenzioni e preoccupazioni producono un effetto negativo. Riccardo si è chiuso nel suo piccolo mondo alimentare che gli permette, comunque, di fare bene tutto ciò che vuole e per questo non sente ragioni di aprirsi ad altro. Renda i vostri pranzi più movimentati, magari con l’invito di amichetti e parenti. Presenti cose leggermente diverse dal solito e non lo sfianchi con sermoni che non sono di nessuno aiuto. Non abbondi nelle cose che gli piacciono per lasciargli un po’ di appetito e si ponga in modo positivo. Magari aggiunga delle verdure nella pasta che già mangia o le polpettine o ancora meglio la carne tritata nel sugo per iniziare. Ne parli con Riccardo e gli spieghi che non c’è nessun rischio a mangiare delle cose diverse da quelle a cui lui è abituato. Accetti qualche suo rifiuto, ma non presenti alternative, se ha deciso che quel determinato giorno in famiglia si mangia quel determinato piatto. Lei non ci dice se Riccardo è figlio unico o se ha fratelli o sorelle e, se si, come si comportano questi ai pasti, o se altri componenti della famiglia hanno questo tipo di selettività. Se casa sua è diventata un ristorante sarà bene che il ristorante chiuda e si riapra la famiglia. Ovviamente “bonifichi la casa” nel senso che devono sparire tutti quegli alimenti che Riccardo può mangiare in autonomia e permettergli di sopravvivere allegramente. L’antico proverbio “il miglior condimento è l’appetito” esiste in diverse versioni in tutte le lingue del mondo.  So bene che non è facile, ma almeno ci provi.  Mi faccia sapere, sono certa che con il tempo il comportamento di Riccardo cambierà, ma ci vuole la fermezza affettuosa dei genitori perché ciò accada.

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