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L'esperto risponde

Né ricatti né premi a tavola

Nome: Elisa
Età del bambino: 3 e mezzo
Sesso: femmina
Comune: lissone
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, sono la mamma di Elisa una bambina di tre anni e mezzo.Non è mai stata una grande mangiona ma da luglio quando è nato il fratellino la situazione è peggiorata. Mangia solo latte, minestra, ravioli, pizza, wurstel, pane cotto, polpette, purè e poco altro che ora mi sfugge.Anche l'anno scorso andando alla sezione primavera aveva fatto due mesi senza mangiare nulla poi con l'aiuto delle maestre eravamo riusciti a darle un'alimentazione quasi corretta.Ho provato a non darle alternative ma non ha mangiato per tre giorni poi ho ceduto; ho provato anche a a ignorarla, a premiarla a metterla in castigo... nulla si è fossilizzata solo su quelle poche cose.Non so come fare non ho più idee.Da una settimana ha riiniziato la materna e parlerò con la maestra per un sostegno e aiuto sperando che come l'anno scorso poi si sblocchi. Il pediatra non è preoccupato dice che crescendo migliorerà e che ha visto crescere bambini a latte e biscotti. Elisa non è sottopeso ma come dice il pediatra longilinea. La ringrazio per il tempo a me dedicato.
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Sara, dall’elenco che ci fornisce appare evidente che le regole alimentari siano state messe da una bimba di 3,5 anni piuttosto che dai genitori. È pure evidente che il rifiuto costante degli alimenti proposti sia fonte di stress e frustrazione e induca ad assecondare le richieste della bambina. Come però ha potuto constatare con la costanza, come era accaduto con la scuola lo scorso anno, le cose erano andate meglio. Ora Elisa non è sottopeso, ma ha sicuramente una alimentazione monotona e incompleta per la totale assenza di frutta e verdura, pesce e legumi. Ripartirei pertanto con l’inserimento di questi alimenti fondamentali per un sano accrescimento nella consapevolezza che l’adeguato stato nutrizionale non è definito solo dal peso, al contrario è frutto di un equilibrio complesso da raggiungere ma unico a garantire la salute futura. Attui nuovamente una proficua alleanza con le maestre, tenga duro e non ceda alla facile e fallimentare via del premio/castigo che a tavola proprio non va, né a quella – sempre fallimentare – di cedere a giorni e giorni di digiuno dando ciò che è gradito. “Gallina che non becca ha già beccato”, direbbero i nonni …e non avrebbero tutti i torti: quando il digiuno è volontario e non causato da malattie gravi o circostanze esterne, solo la mancanza di risultati apprezzabili (leggasi: il cedimento dei genitori) potrà farlo cessare. Ah, a proposito: mentre voi vi mantenete fermi con il menù che avete deciso, assicuratevi che Elisa non compensi a scuola mangiando più di quanto le spetta, altrimenti il suo gioco di resistenza potrà durare all’infinito. Buon lavoro e buona crescita.

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