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L'esperto risponde

Neofobia, inizio di selettività alimentare, o altro ancora?

Nome: Tommaso
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Gallarate
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Buongiorno, mio figlio Tommaso da un anno a questa parte mangia solo primi piatti. Abbiamo provato a proporgli qualsiasi piatto (frittate, bistecche, cotolette, pesce, prosciutto cotto, etc) ma li rifiuta tutti categoricamente. Non vuole nemmeno assaggiarli come se non li considerasse cibo. E anche quando li assaggia accidentalmente (carne o pesce nella pasta se non tritati) li sputa facendosi venire addirittura i conati di vomito. Cerchiamo di dargli sempre le proteine frullando tutto o utilizzando ancora gli omogeneizzati. Ultimamente succede la stessa cosa non solo con le proteine ma anche con le verdure quando trova nella pasta o nel riso dei pezzetti più grossi. Non è un problema di masticazione perché mangia invece volentieri cracker e biscotti (ma anche in questo caso in modo strano, mangia sempre e solo quelli della stessa marca). Ha mai avuto un caso simile? La ringrazio infinitamente se mi vorrà rispondere.
Neofobia, inizio di selettività alimentare, o altro ancora?

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Carissima Michela il caso di Tommaso non è poi così infrequente come potrebbe pensare, sono molti infatti i bambini che nel corso della crescita sperimentano periodi più o meni intensi di rifiuto di alcuni alimenti. In realtà la questione di Tommaso potrebbe tranquillamente rientrare in quel fenomeno della neofobia di cui abbiamo avuto più volte modo di parlare e che è ben trattato anche nei vari articoli presenti sul nostro sito sulla neofobia e sul rifiuto del cibo. Se fosse “semplicemente” questo il problema sarebbe solo questione di tempo e di evitare di assecondarlo (ad esempio non continuando a frullare tutto, ma magari lasciando sempre qualche pezzetto un po’ più grande nel piatto, anche se lui nel trovarselo in bocca potrebbe avere dei conati di vomito) senza drammatizzare né stressare la situazione. Ciò che in realtà mi fa un po’ riflettere è la “monotonia” sulla tipologia di marche di biscotti o di cracker; questo infatti mi farebbe invece pensare all’inizio vero e proprio di un fenomeno di “selettività alimentare” ben più difficile da trattare. Le chiedo dunque: ha notato in Tommaso fenomeni di regressione nel linguaggio o altro? Tommaso tende a preferire la compagnia degli adulti rispetto agli altri bambini? C’è stato qualche episodio spiacevole nella sua vita fino ad ora? È mai stato ripreso, ad esempio, perché nel mangiare si sporcava o gli è mai stato detto di non mangiare con le mani? In buona sostanza a mio avviso il fenomeno va monitorato nel tempo, anche con la sua pediatra, e se la situazione dovesse non risolversi (dopo aver messo in atto le accortezze citate per la neofobia) o peggiorare sarà forse il caso di attuare una valutazione presso un buon centro di Nutrizione Pediatrica, e/o presso un centro di Neuropsichiatria Infantile.

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