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L'esperto risponde

Non compensare ciò che non si è mangiato a pranzo

Nome: Gabriel
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Napoli
Area tematica: Educazione
Domanda: Buonasera, mio figlio ha due anni, peso 11,8 kg e altezza 98 cm. Non è mai stato un gran mangione, infatti mi fa sempre dannare. Ultimamente da quando ha iniziato l’asilo, chiude la bocca e non c’è verso di farlo mangiare. Inizialmente, avevo pensato fosse per via della stomatite che aveva, quindi gli davo latte fresco e omogeneizzati, ma la malattia è passata una settimana e la situazione è peggiorata. Ora non vuole neanche più gli omogenizzati. Ho provato a dargli prosciutto, carne a pezzettini, frittata ma niente, però beve tanto latte o succo di frutta e mangia biscotti o brioche. Stiamo dando il Betotal ma nulla, non so che dargli. Ora il medico gli ha prescritto delle gocce per aumentare le difese immunitarie. Lunedì deve iniziare a mangiare a scuola e non oso immaginare come andrà a finire. Cosa posso fare per sbloccarlo? Sono davvero stanca, non so più come stimolarlo tra giochi, fiabe, canzoni pur di farlo mangiare. Grazie
Non compensare ciò che non si è mangiato a pranzo

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Carissima Silvia il momento del pasto non è e non può essere un momento di gioco, non è “ingannandolo” con fiabe, giochi e aeroplanini vari che convincerà Gabriel a mangiare, ma anzi andrà a sottolineare in lui il concetto per cui “mamma farà di tutto e mi accontenterà in tutto purché io mangi”, così per Gabriel il momento del pasto costituirà sempre un’arma per ricattare la mamma. I due anni sono sempre stati, per quasi tutti i bambini, il momento in cui iniziano a sviluppare la consapevolezza di non essere un tutt’uno con la mamma e quindi definiscono il momento dell’inizio della lotta per riconoscersi. Il più delle volte il terreno di scontro è proprio l’alimentazione poiché spesso è l’argomento che preoccupa in assoluto di più una mamma. Per evitare tutto ciò è opportuno, anzi necessario, tornare alle regole base di una sana alimentazione, innanzitutto non compensando il mancato consumo di un pasto con altri alimenti più graditi al bambino, ma a volte addirittura meno salutari e meno adeguati per una crescita sana. In buona sostanza è ovvio che se Gabriel sa che mamma gli darà succo di frutta, latte, biscotti e brioche a volontà, perché mai dovrebbe mangiare la pasta e la carne che magari in questo momento ama meno? Dato che è proprio a questa età che si pongono le basi di una corretta alimentazione, è bene che lei sia un po’ più rigida nel proporre alimenti e quantità adeguate a pranzo e a cena, non forzando il bambino a mangiare, ma semplicemente dimostrandogli che se non mangia quello non avrà altro fino alla merenda (che ovviamente non dovrà essere compensatoria, ma solo uno spuntino, magari a base di frutta). Di sicuro inizialmente il percorso non sarà facile, ma con un po’ di costanza riuscirà a risolvere la situazione evitando di “cronicizzarla”. Infine probabilmente a scuola questi problemi non ci saranno proprio perché lì Gabriel capirà che per le insegnanti non è poi così importante se lui mangia o meno. Per ulteriori dubbi ci contatti nuovamente.

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