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L'esperto risponde

Meglio non rispondere ai “no” alimentari con l’offerta di altre pietanze

Nome: Gioele
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Agugliaro
Area tematica: Altro
Domanda: Buongiorno, ormai sono giorni che mio figlio non mangia. Beve i suoi 240 ml di latte, non fa più merenda al mattino, a pranzo non mangia, se tutto va bene mangia uno yogurt a merenda e poi a cena non mangia, fino all'ora del latte serale.Passa da giorni in cui mangia a periodi in cui non vuole mangiare nulla. Solitamente mangiava la pasta col ragù, quella al pesto o le minestre. Ora non più. Mangiava il prosciutto cotto, l’uovo, il tenerone, il pesce… ora neanche quelli. Sta diventando snervante per me che gli preparo sempre due alternative a pasto… e lo stesso fanno al nido per vedere se mangia. Quando lo siedo a tavola inizia il lamento… mette in bocca e sputa. Sembra che non voglia fare la fatica di masticare. In più oltre al fatto che lui mi passa giornate saltando i pasti, ci si mette anche il padre a dire "ma perché gli proponi altre cose, quanti piatti gli fai, sei trattato come al ristorante". La situazione per me sta diventando pesante e non so se chiedere aiuto alla pedagogista o se attendere l'evolversi della situazione. Sono disperata.
Meglio non rispondere ai “no” alimentari con l’offerta di altre pietanze

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Gloria ipotizzo che Gioele sia stato già valutata dalla sua pediatra e che siano state escluse delle cause acute di inappetenza (denti in eruzione, iperemia orofaringea, afte o altre lesioni a livello orale, etc..). Se dunque il problema è puramente di tipo nutrizionale/alimentare è importante ricordare, come abbiamo avuto più volte modo di sottolineare, che esistono dei momenti della crescita in cui vengono rifiutati alcuni tipi di alimenti per il fenomeno della neofobia. In genere l’età in cui si manifesta questo tipo di rifiuto è intorno ai 2 anni. Spesso succede che alla fisiologica neofobia si associ il momento del fisiologico “no” tipico di questa fascia di età, momento in cui cioè il bambino inizia a manifestare la sua autonomia in quanto persona diversa dalla madre e inizia quindi a protestare e ad opporsi soprattutto in ciò che sa essere molto importante per la madre stessa (spesso quindi protesta contro il cibo). Sono periodi che in genere si risolvono spontaneamente e in un lasso breve di tempo, a patto che non si instaurino meccanismi che vadano a rinforzare e a mantenere questo tipo di atteggiamento. Il cercare di proporgli altro nella speranza che mangi è controproducente proprio perché va a rinforzare la convinzione di Gioele che può attirare l’attenzione di mamma e papà proprio dal punto di vista alimentare. Stesso discorso vale per le lotte a tavola tra lei e suo marito. Quindi seppure il concetto esposto da suo marito sia assolutamente corretto, sarebbe preferibile che voi scegliate una strategia comune prima, in modo da non creare ulteriori tensioni a tavola. È quindi opportuno mantenere l’adeguata struttura e frequenza dei pasti, non offrendo alternative a ciò che viene preparato (e lo stesso dovrebbe fare la scuola!), né compensando l’eventuale digiuno al pasto successivo. Eviterei inoltre anche il biberon pre-notturno poiché dopo l’anno non c’è indicazione a continuare tale abitudine. Se riesce a fare calare l’eccessiva attenzione e preoccupazione sull’alimentazione di Gioele vedrà che tutto si risolverà nell’arco di poco tempo. Per ulteriori problemi o dubbi ci contatti nuovamente.

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