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L'esperto risponde

Non voglio mangiare

Nome: Luigi
Età del bambino:
Sesso: maschio
Comune: afragola
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Buongiorno, vorrei esporvi un problema che ho con il mio bambino di quasi 5 anni, sperando che mi possiate aiutare per trovare una soluzione.Come dicevo ad oggi il bambino ha 5 anni e lo svezzamento è avvenuto senza nessun problema. Dal momento che abbiamo iniziato a introdurre cibi diversi da ciò che erano le pappe, il bambino si rifiutava categoricamente di mangiare. A 3 anni ha iniziato la materna ma anche li ha sempre mangiato pochissimo.Oggi ci ritroviamo che non assume ancora niente che sia diverso dalla pastina con omogeneizzato e frutta frullata (non mangia né pane né pasta né carne).Abbiamo lavorato con i dottori dell'ospedale policlinico dove si è scartata la sindrome di spettro autistico e si è arrivati alla conclusione che si tratta di un problema psicologico come se fosse ossessionato dall'alimentazione.Abbiamo iniziato un metodo diverso di comportamento indicatoci dallo psicologo per provare a farlo mangiare, facendogli fare uno dei 2 pasti insieme a noi facendogli scegliere cosa mangiare insieme seduti a tavola, ma pur facendo questo non c'è ancora una volta che abbia mangiato qualcosa, quando gli portiamo il piatto a tavola inizia a piangere dicendo che non vuole mangiare quelle cose. Noi non insistiamo assolutamente ma cerchiamo di fargli capire che deve iniziare a cambiare alimentazione perché sta diventando grande e ha bisogno di cibi diversi per la crescita. Se lo vuole lo mangia se non vuole non lo mangia.Leggendo il vostro forum ho scoperto che molto probabilmente si tratti di neofobia dell'alimentazione, una nuova parola per noi e che non ci e stata riferita dall'ospedale.Vi chiedo la cortesia di prendere a cuore questa situazione per poter fare il possibile per aiutarci a fargli mangiare qualcosa di diverso.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Gaetano, mi preme precisare che la neofobia alimentare è una fase transitoria che si verifica intorno ai 2 anni di età e che porta i piccoli a rifiutare tutto ciò che è nuovo. Per Luigi invece questo rifiuto a mangiare cose diverse dalle solite sembra più strutturato.

Non credo sia utile cercare di fare capire al bambino che è importante mangiare per crescere e stare bene perché questi sono argomenti che a lui interessano poco, anzi la ripetizione degli stessi non fa che strutturarne il rifiuto. Capisco il vostro stato d’animo ma credo che potrebbe essere molto più utile pranzare tutti insieme sempre, permettendo al bambino di assaggiare gli alimenti che desidera tra quelli preparati per voi. Vi chiedo soprattutto lo sforzo di ignorarlo durante il pasto, parlare di cose positive e non seguire tutti i movimenti che fa o le quantità che mangia. Immagino che si tratta di un comportamento molto difficile da tenere, ma se il piccolo cresce regolarmente, cosa a cui non fate riferimento, vuol dire che comunque si alimenta sufficientemente. Escluse, come avete già fatto, cause più importanti, potreste provare ad affidare Luigi a persone meno coinvolte di voi, non focalizzate sull’alimentazione, che gli facciano vivere il momento del pasto come un momento sereno: la scuola, la colonia estiva, un parente o amico con bambini piccoli.

Lo scopo di tutto questo è fare in modo che Luigi scopra il piacere di condividere un momento con la sua famiglia, che si senta sereno e non controllato in ogni gesto, che non sia ossessionato dal “devi perché…”, sono certa che poi il resto verrà da se. Forse qualche altro incontro con lo psicologo potrebbe essere utile a tutta la famiglia. Mi faccia sapere e non disperi.

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