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L'esperto risponde

Non vuole masticare a 7 anni? Forza e determinazione

Nome: Marco
Età del bambino: 7 anni
Sesso: maschio
Comune: Roma
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno dottor Mordenti, anche io ho lo stesso problema della signora Anila che ho trovato pubblicato sul sito: mio figlio Marco ha 7 anni e non vuole masticare e mangiare niente che non siano le pappe con omogeneizzati oppure il purè oppure le polpine di frutta ma basta che non ci sia da masticare. E' inutile dire che sono disperata giunta a questo punto, anche se devo dire che quest'anno ha frequentato la prima elementare e ho dovuto metterlo purtroppo alla scuola privata perché alla statale volevano che mettessi il sostegno e devo dire che ora a scuola sembra che mangi anche se poco, a casa invece non ci riesco molto, anzi per niente. Diciamo che tutto è cominciato forse per questioni di ansia dei miei genitori che lo hanno cresciuto ed io poi purtroppo li ho seguiti facendo la stessa cosa sbagliata non offrendo niente al bimbo. Abbiamo cercato aiuto da una logopedista che ci ha tolto tanti soldi (non possiamo permetterci troppe spese), ma non veniva mai al dunque, quindi abbiamo dovuto sospendere gli incontri. Addirittura avevo pensato ad una specie di "tata" di quelle brave ma non riesco a trovarla. Dottore, cosa posso fare per risolvere questo problema? Attendo una sua cortese risposta. Grazie
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Roberta, non mi sono chiari alcuni aspetti della sua domanda in particolare rispetto alla necessità del sostegno e della logopedista, la prego pertanto di spiegarci meglio in modo da poterle dare una risposta più circostanziata. Rispetto alla questione della masticazione la rinvio a due risposte che ho precedentemente dato alla mamma di un bambino di 6 anni e alla mamma di uno di 3 anni che rifiuta il cibo solido: ciò le darà anche l’idea di quanto questo sia un problema comune. Mi sembra che lei abbia comunque intrapreso un lavoro per identificare le cause di questa condizione e la sensazione è che abbia chiaro che vi sia, in questa fase, indipendentemente da ciò che è stato prima, la necessità di mettere delle regole stabili e inderogabili e non cedere, pertanto, alle richieste di Marco offrendo alternative al primo rifiuto. Dovrà essere lei (con il papà di Marco) e non una tata o nessun altro a mettere queste famose regole, tra l’altro il fatto che a scuola vada meglio fa sperare in una rapida soluzione del problema. Forza e determinazione!

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