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L'esperto risponde

Omogeneizzati o pappe preparate in casa?

Nome: Graziano Pio
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Valledolmo
Area tematica: Altro
Domanda: Gentile Dottore, vorrei il suo parere. Il mio bimbo dalla nascita prende il mio latte ed ha avuto un'ottima crescita. Peso alla nascita 2,980 kg. Peso attuale 7,800kg. Al compimento del 4° mese il pediatra mi ha consigliato di iniziare a introdurre la frutta omogeneizzata. Ho detto al pediatra che intendevo preparare io la frutta, e lui me lo ha sconsigliato. Io testardamente ho iniziato a preparare mela e pera in modo casalingo, e mio figlio ha da subito gradito, mentre quando all'occorrenza siamo fuori e do l'omogeneizzato di frutta comprato inizia a sputacchiare tutto. Ora al momento dell'introduzione della crema di riso con la carne, per me si ripropone lo stesso problema. Vorrei preparare la carne in casa, ovviamente cotta al vapore e omogeneizzata finissima, anche perché qui da noi in paese la provenienza delle carni si può tracciare veramente. Anche il brodo vegetale ci tengo a prepararlo io, anche se il pediatra consiglia di utilizzare le bustine, perché sarebbe un lavoraccio secondo lui farlo ogni giorno. E poi voglio abituare sin da subito il piccolo ai sapori reali degli alimenti, perché con la figlia maggiore ho fatto il contrario e non sono riuscita a farle mangiare la carne fresca prima dei due anni e mezzo, se non oltre. Vorrei il suo parere. La ringrazio. Cordiali saluti
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Calogera Maria, cosa dire? Sono d’accordissimo. La soluzione omo/lio è estremamente comoda, certamente più sicura sul piano igienico-sanitario (molto più sicura, perché per quei prodotti la legge impone limiti di inquinanti “almeno” 10 volte più bassi rispetto ai cibi per adulti), ed è spesso anche da agricoltura e allevamento biologici, ma non è e non sarà mai come la preparazione domestica. La differenza sostanziale è nel gusto e nella varietà. Risulta però fondamentale, come da lei giustamente evidenziato, scegliere con cautela il prodotto fresco, valutandone l’origine tracciata italiana e prediligendo il biologico. Per il brodo vegetale per esempio, al contrario di quello in busta, potrà seguire la stagionalità della produzione agricola e variarlo nella composizione in funzione di quello che trova al mercato e del suo estro creativo. In tal senso Graziano Pio non mangerà mai lo stesso brodo. Sottolineo comunque che rispetto all’obiezione del collega circa l’onere di prepararlo quotidianamente, potrà tranquillamente preparare un brodo (preferibilmente senza patate, che nella congelazione e successivo scongelamento si spapperebbero), e poi surgelare sia il brodo che le verdure in mono-porzioni in modo da doverlo preparare non più di 1-2 volte alla settimana; a quei preparati da lei surgelati potrà aggiungere un pezzo di patata bollita al momento dell’uso, operazione che non le porta via più di 10 minuti. Buona cucina e buona crescita.

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