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Problemi tra genitori, ma condivisione e visione univoca dell’alimentazione

Nome: Maria
Età del bambino: 5
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Altro
Domanda: Salve, vorrei dei consigli riguardo alla situazione di mia figlia. Ha scarso appetito e mangia solo poche porcherie. Biscotti la mattina con pochissimo latte (20ml), merendina all'asilo, 2 cucciai di pasta al sugo a mezzogiorno (non di più), merendine confezionate al pomeriggio e la sera. Nessuna frutta, succo di frutta solo di rado (1 volta la settimana). La bambina è sottopeso e piccola rispetto alla media. Ogni mio tentativo di integrare frutta o qualcos'altro viene visto come un attacco dalla bambina e non sopportato dalla madre. Non ho potere decisionale su questo. ho provato troppe volte a esporre le mie opinioni, ma senza risultato. Non so che fare e come comportarmi. Con mia moglie ormai il rapporto è chiuso, anche se viviamo sotto lo stesso tetto. L'altra figlia di 9 anni sta bene, mangia anche troppo e vario, compresa la frutta.
Problemi tra genitori, ma condivisione e visione univoca dell’alimentazione

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Caro Roberto, aldilà dei consigli di tipo nutrizionale che di sicuro lei stesso sa bene, come ad esempio cercare di limitare il consumo delle merendine, cercare di incrementare il consumo di frutta e verdura, fare pasti condivisi e cercare di variare il più possibile l’alimentazione, il mio consiglio più “urgente” è quello di non far diventare il discorso alimentare delle sue figlie il terreno di battaglia tra voi genitori. Questo sarebbe, le dico, un gravissimo errore di cui voi genitori, entrambi, ne paghereste le spese e soprattutto ne pagherebbero le spese le vostre figlie, incolpevoli di ogni problema che possa lecitamente esistere tra voi genitori. Per quanto doloroso, avete tutti i diritti di non “esistere” più come coppia, ma nulla al mondo vi toglierà il diritto/dovere di continuare a essere i genitori delle vostre figlie, e purtroppo spesso i bambini esprimono il disagio proprio attraverso l’alimentazione, mangiando troppo o troppo poco. Per cui il mio consiglio è di discutere con sua moglie una strategia comune da seguire dal punto di vista alimentare, condivisa ed univoca e di fare molta attenzione allo stato d’animo delle vostre figlie spronandole a esprimere eventuali disagi o disappunti in ogni modo, ma non tramite quello che mangiano o che non mangiano. Lavorare adesso per non aver problemi seri tra qualche anno. Un’ultima cosa che noi ribadiamo sempre ai nostri pazienti in situazioni simili: “il non detto è peggio dell’urlato” quindi far finta che vada tutto bene è molto peggio di sedersi a  tavolino e spiegare anche ai più piccoli che qualcosa non va. I bambini appunto sono piccoli ma capiscono come gli adulti, se si spiegano le cose in maniera a loro comprensibile. Per ulteriori dubbi non esiti a ricontattarci.

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