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L'esperto risponde

Quando è vero rifiuto del cibo e quando sono solo capricci

Nome: Andrea
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Roma
Area tematica: Educazione
Domanda: Salve, le scrivo per il mio bambino Andrea. Ha 1 anno e 5 mesi, ha iniziato lo svezzamento a 5 mesi e sembrava andare tutto bene fino a 8/9 mesi quando ha cominciato a rifiutare completamente ogni tipo di pappa che fino a quel momento mangiava tranquillamente. All'inizio abbiamo pensato che fosse dovuto alla dentizione che è coincisa anche con l'arrivo dell'estate, fatto sta che da giugno a settembre non ha mangiato altro che yogurt e gelati ogni tanto, non accettava altro, nemmeno il latte. Lo yogurt sostituiva ogni pasto per lui, riusciva a mangiarne anche 2/3 di seguito quindi non si trattava di semplice inappetenza. A settembre ha ricominciato a mangiare la pastina con il formaggino e altri tipi di formaggi o legumi (solo fagioli) rifiutando ogni tipo di carne o pesce. Il momento pappa comunque ancora resta un momento di sconforto perché non mangia mai volentieri e basta un niente per farlo innervosire e rifiutare il cucchiaino e qualsiasi proposta di cibo anche da mangiare da solo. Ci sono alcuni giorni, per esempio, che non vuole proprio mangiare, che sia pranzo o cena. Abbiamo provato a proporgli il cibo anche a pezzetti ma non lo porta alla bocca e se lo prende lo fa solo per lanciarlo. In questo periodo accetta di mangiare cracker, salatini, taralli, biscotti, cereali, ma la pasta e la carne no, le lancia senza nemmeno portarle alla bocca. Se può esserle utile durante l'arco della notte beve circa 500 ml di latte senza biscotti e la mattina non vuole fare colazione, al massimo mordicchia un biscotto ma non lo finisce. Frequenta il nido e le maestre riferiscono lo stesso atteggiamento. Dicono che rifiuta il cucchiaio e che ogni tanto mangia la pasta con le mani ma solo se poggiata direttamente sul vassoio. Noi abbiamo provato a farlo mangiare così anche a casa ma il risultato è stato pasta ovunque tranne che in bocca. Abbiamo fatto tantissimi tentativi e preparazioni di cibi differenti e quello che notiamo è proprio un disinteresse verso il cibo se non un vero e proprio rifiuto. Non sappiamo più cosa e come provare. Grazie
Quando è vero rifiuto del cibo e quando sono solo capricci

Dott.ssa Maria Anna Tomaselli

Dietista

gentile signora Marika, nella sua lunga lettera non mi fornisce due dati importanti: il peso e l’altezza di Andrea. Mi avrebbe aiutato a capire se questo suo atteggiamento a tavola lo ha portato a non avere una crescita corretta o no. La mia esperienza, tuttavia, mi spinge a pensare che Andrea probabilmente ha un peso corporeo giusto, nonostante i suoi capricci. Perché di capricci si tratta. E mi riesce davvero difficile pensare che il piccolo abbia “un disinteresse verso il cibo se non un vero e proprio rifiuto”, come scrive lei. Un bambino che rifiuta il cibo non mangia 2-3 vasetti di yogurt, gelati, cracker, salatini, taralli, biscotti, cereali… e mezzo litro di latte per notte. Non le sembra? E finché si offriranno tutti questi alimenti in alternativa al pasto, Andrea sceglierà sempre questi. Lo yogurt e il gelato hanno sicuramente dato sollievo alle gengive infiammate di Andrea, durante la scorsa estate. Ma il continuare ad offrirli anche in quantità esagerate al posto del pranzo o della cena, ha insegnato ad Andrea che è lui che sceglie cosa mangiare, perché tanto la mamma lo accontenta. Ovviamente la situazione deve cambiare. Niente più taralli da sgranocchiare, o mezzo litro di latte a notte, che fra l’altro gli danno 350 kcal, un quarto del fabbisogno giornaliero. Andrea ha bisogno di genitori un po’ più forti, che per il suo bene lo facciano mangiare ad orari ben precisi. E se il piccolo rifiuta di mangiare quello che lei ha preparato a pranzo, resta digiuno fino a merenda, e se rifiuta anche la merenda che lei ha deciso – non quella che lui ha preteso – resterà digiuno anche fino all’ora di cena. E questo solo e unicamente per il bene del bambino. E stia tranquilla che nessun bambino ha mai avuto problemi per essere rimasto digiuno per due-tre giorni o anche più. Di certo, nessun bambino si è mai lasciato morire di fame. Mi raccomando.

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