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L'esperto risponde

Quel brutto “braccio di ferro” alimentare con la mia bimba

Nome: Alice
Età del bambino: 16 mesi
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, le scrivo per avere consigli sull'alimentazione di mia figlia Alice. Dopo uno svezzamento "soddisfacente" in cui ha accettato volentieri pappe e cucchiaino, forse stanca del latte in polvere, sono sorti i primi problemi. Dagli otto mesi circa sono cominciati i primi rifiuti. Abbiamo alternato periodi di "inappetenza" (questione di pochi giorni), i pasti sono diventati più lunghi perchè bisognava trovare la distrazione giusta. L'inizio del nido non ci ha aiutato, nonostante confidassi nell'emulazione degli altri bambini. Inoltre, la frequenza del nido non è stata costante perché si è ammalata varie volte come succede spesso durante il primo anno. Tuttavia, la situazione era abbastanza gestibile, fatta di alti e bassi. Nell'ultimo mese e mezzo, però, la situazione si è ulteriormente complicata: le sue pause dal cibo sono diventate più lunghe e i rifiuti più decisi e sofferenti. Mi spiego meglio.All'inizio di maggio Alice si è ammalata, ovviamente quando è stata male non ha voluto cibo, solo latte e frutta (omogeneizzata). Si è ripresa, ma ha continuato a non volere cibo: la vista del piatto e del cucchiaino la portavano a un rifiuto già nel momento della preparazione ed era lei stessa a chiedermi il latte. Per 15 giorni non ha preso che latte, poi ha ricominciato a mangiare a casa ma non al nido, poi dopo una settimana ancora è ritornata una "bimba normale". E' durato tutto 5 giorni: un altro week-end di sciopero della fame immotivato! Pensavo covasse qualcosa, ma al rientro a scuola ha ripreso a mangiare. Tempo 5 giorni e si è ammalata di nuovo e abbiamo ricominciato il giro!Ora sta bene fisicamente, non ha alcun fastidio, ma da 10 giorni rifiuta il cibo. E' come se si "bloccasse". Alcune volte la assecondo subito, altre provo a farglielo assaggiare d'insistenza (è brutto, lo so, ma prima spesso l'assaggio era necessario per farle capire cosa c'era nel piatto e convincersi che poteva andare). Adesso sputa e piange. Rifiuta qualsiasi alternativa proposta.Sottolineo che, di solito, mangia un piatto unico che comprende pastina e un secondo o legumi necessariamente omogeneizzato. Rifiuta qualunque cosa abbia una consistenza diversa, non mangia a pezzettini e non è nemmeno interessata al nuovo: non vuole assaggiare nulla che non conosca già, non vuole nemmeno toccare il cibo! Ma gestisce benissimo i "pezzettini": magia pizza, pane e biscotti senza problemi. Ovviamente cerco di mantenere la calma, essere serena con lei, ma immagino che percepisca comunque la tensione.Ho provato ad abbandonare il sediolone e metterla a tavola, ma cambia poco.In tutto questo continuano altalenanti le nostre cure a base di Betotal. Alice sta bene in salute, non è una bambina deperita (arriva a prendere anche un litro di latte al giorno), è serena, vivace, gioca e interagisce con gli altri. Non riesco a individuare il suo problema. E soprattutto, dove sbaglio io? Vivo molto male questa situazione, la percepisco come un suo problema con il cibo che non vorrei che si ingigantisse col tempo, ma non so come è meglio comportarmi. Ho provato a non darle il latte come alternativa al pasto ma ad aspettare quello successivo: ha digiunato per 10 ore tra la colazione e la cena ma ad ogni modo il suo rifiuto è stato netto.Mi scuso per la lungaggine e spero riesca a darmi una mano. Grazie per l'attenzione, Lucia.
Quel brutto “braccio di ferro” alimentare con la mia bimba

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Lucia, per quanto lei cerchi di “mantenere la calma e di essere serena con Alice”, come lei stessa sospetta, probabilmente la sua bimba percepisce la tensione al momento del pasto. I bambini, infatti, hanno una sensibilità molto accentuata e come spesso ci capita di affermare “il non detto è peggio dell’urlato”, nel senso che la tensione nascosta è peggio di un modesto sfogo dovuto al momento di nervosismo. Da quello che lei scrive, mi sembra che si sia instaurato una sorta di ”braccio di ferro” tra lei e la sua bimba, certamente non costruttivo per nessuna di voi due. Mentre lei spinge giustamente per far si che Alice inizi a mangiare in maniera adeguata, la sua piccola cerca di affermare la sua autonomia e individualità (diversa da mamma) scegliendo lei stessa cosa mangiare (pane, biscotti, latte, ecc.). Inoltre, il fatto che la sua bimba si sia ammalata frequentemente nell’ultimo periodo non può diventare una giustificazione al rifiuto degli alimenti nei momenti in cui Alice è in salute, men che meno il rifiuto a iniziare a passare ad alimenti dalla consistenza più… adulta! Il mio consiglio è quindi quello di cercare di vivere l’intera situazione con meno ansia e preoccupazione (soprattutto se come lei afferma Alice è una bimba che sta bene anche dal punto di vista della crescita e vitalità) e di cercare di dettare delle regole anche alimentari proponendo alimenti adeguati anche dal punto di vista della consistenza (dato che sembrerebbe non avere problemi di masticazione visto che mangia pezzettini di pane, pizza, ecc.) e di non cedere alla tentazione di compensare il suo rifiuto con il latte che lei gradisce, anche se questo significa lasciarla a digiuno per un giorno o due. Fra l’altro ora la bambina bevendo anche un litro di latte al giorno assume circa 700 Kcalorie, che a questa età sono in grado di soddisfare il bisogno energetico giornaliero che è in media di circa 800Kcalorie. È chiaro come a questo punto Alice possa resistere anche giorni interi senza mangiare… apparentemente! Smetta quindi subito di dare tanto latte e lo limiti a 200 grammi al mattino ed eventualmente a 200 grammi alla sere prima di dormire. E’ importante interrompere adesso questo “braccio di ferro” per evitare anche problemi futuri, così come è importante che, con la massima serenità possibile, il rifiuto di mamma a cedere dando il latte o altro sia sempre esplicitamente motivato: “va bene, se non hai fame non fa nulla. Magari a merenda (o domattina) avrai più appetito”, mettendo in chiaro cioè che la scelta di non mangiare è di Alice, ma quella di cosa c’è nel piatto è e resta di mamma. Grazie per averci contattato, mi faccia sapere se posso esserle ancora d’aiuto.

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