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L'esperto risponde

Rifiuta i cibi nuovi? Si chiama neofobia

Nome: Ian
Età del bambino: 3 anni e mezzo
Sesso: maschio
Comune: Milano
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Buongiorno, volevo un parere su mio figlio di 3 anni e mezzo. E' un bambino vivace, in salute, è alto 1 metro circa per 16,50 kg. Non ha mai avuto problemi particolari di salute, l'ho allattato solo un mese e poi son passata all'artificiale, ho partorito naturalmente e tutto è andato per il meglio, parla bene, cammina da quando aveva 13 mesi, non ha mai voluto il ciuccio, dorme da sempre nella sua cameretta e io l'ho cresciuto per i primi 5 mesi poi, causa lavoro, l'ho lasciato ai miei genitori (non è mai andato al nido) tutto il giorno, finché quest' anno non ha iniziato l'asilo.Il bimbo è molto selettivo sul cibo che mangia e fargli assaggiare qualcosa di nuovo è molto difficile se non impossibile... La sua dieta è abbastanza varia (biscotti, brioches, pane, crackers, pasta al pesto, al sugo e carbonara, bistecca ai ferri, agnello cucinato in un certo modo, sogliola cucinata in un certo modo, zucchine, yogurt, pizza, patatine, beve acqua e the alla pesca e limone), ma non troppo, perché oltre a questi cibi si rifiuta categoricamente di assaggiarne altri. Gli piace molto mangiare ciò che gli piace e ne mangia in abbondanza.Tutto andava più o meno bene nonostante la selettività, ma quando ha iniziato l'asilo, durante l'ora del pasto lui non mangiava nulla (a parte il pane)... Abbiamo provato a negargli il cibo a casa per vedere se si sbloccava, ma nulla di fatto, anzi, si è chiuso ancora di più. Poi abbiamo deciso di lasciarlo comunque in mensa, ma con la promessa che a casa avrebbe mangiato se voleva e allora pian piano ha iniziato ad assaggiare e mangiare qualcosina all'asilo (e devo ammettere che sembrava che anche a casa si avvicinava a cibi nuovi con meno timore). Se non che, a causa di una semplice indigestione, è stato molto male (vomito) per un paio di giorni e, terrorizzato da ciò, si è "chiuso" nuovamente, rifiutando, oltre al cibo dell'asilo, anche certe cose che mangiava quotidianamente (forse a causa proprio del vomito).Ora, a casa si sta riprendendo piano piano mangiando ciò che gli piace, ma all'asilo nulla! Non sappiamo più come aiutarlo e nemmeno le maestre sanno che fare!Mi dà l'impressione che abbia timore ad assaggiare le cose nuove perché lui è sempre stato un po' timoroso nei confronti delle novità (ad esempio, visitare un posto nuovo, conoscere persone nuove eccetera) e la cosa sta migliorando un po' grazie alla crescita ed un po' alla vita sociale che conduce all'asilo. A questo punto chiedo se si tratti di un "disturbo alimentare" o meno e come poterlo aiutare a superare la cosa in modo che si possa godere al meglio la vita!
Rifiuta i cibi nuovi? Si chiama neofobia

Dott.ssa Alessandra Piedimonte

Medico Chirurgo esperta in Nutrizione Pediatrica

Cara Simona, in realtà parlare di “disturbo alimentare” nel caso di Ian mi sembra, al momento, un pochino esagerato. Mi sembrerebbe piuttosto che Ian stia affrontando, forse con un po’ più di caparbietà rispetto ad altri coetanei, una fase del tutto normale e fisiologica della crescita in cui vengono rifiutati alcuni tipi di alimenti, fase anche nota come della neofobia o della selettività. A tal proposito la invito a leggere anche l’articolo della dottoressa Caroli sul rifiuto del cibo e una risposta del dottor Mordenti a una mamma con un problema simile al suo.

Vorrei comunque consigliarle di evitare di far assumere al cibo un significato di tipo punitivo o gratificante, come ad esempio “se mangi tutto a scuola ti faccio mangiare o non mangiare quello che vuoi a casa”, questo perché il consolidarsi del concetto “sono stato bravo, quindi posso mangiare a dismisura” o “sono stato cattivo, quindi non posso mangiare” potrebbe effettivamente, questo sì, porre le basi per arrivare poi, nell’età adulta, ad un vero disturbo alimentare. Sarà il caso di cercare di svincolare l’alimentazione da significati che non le sono propri, e di avere nello stesso tempo un bel po’ di pazienza nel proporre e riproporre piatti “vecchi” e nuovi al piccolo Ian, senza assecondare troppo le sue richieste e i suoi “capricci” alimentari, così da garantirgli una corretta crescita psicofisica. Un ultimo consiglio: eviti totalmente di dare the alla pesca e/o al limone. Le bevande dolcificate riducono l’appetito del bambino, perché aumentano la glicemia in maniera velocissima e quindi eliminano uno dei fattori che determinano la necessità di mangiare. Inoltre, il contenuto di acido ortofosforico, usato come conservante dei the, può avere un effetto negativo sulla mineralizzazione ossea, soprattutto se queste bevande vengono assunte quotidianamente.

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