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Rifiuto del cibo: che fare se il bambino mangia solo latte e biscotti

Nome: Mattia
Età del bambino: 3 anni e mezzo
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Il mio bambino beve 4 o 5 biberon da 250 ml con 4 biscotti di latte al giorno, ma non mangia niente altro né a pranzo né a cena. Ogni tanto mangia un po’ di pane o al massimo 4 o 5 pennette. Secondo lei l’alimentazione è corretta? Altrimenti cosa dovrei fare?
Rifiuto del cibo: che fare se il bambino mangia solo latte e biscotti

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

E’ innegabile che il latte sia un alimento fondamentale per i nostri piccolini perché contiene una grande quantità di calcio fondamentale per una ottimale sviluppo delle ossa e dei dentini, ma allo stesso tempo non è un alimento perfetto perché, ad esempio, non contiene ferro. Mattia ha 3 anni e mezzo e non è corretto che si nutra solo con latte (anche se ne assume 1,5 litri al giorno!) e biscotti: questa è anche la ragione – forse addirittura l’unica – per cui non mangia altro nel resto della giornata. Come spesso accade, è probabile che, ritenendolo inappetente, voi abbiate iniziato ad aumentare le quantità di latte e di biscotti per compensare la sua (davvero reale?) inappetenza, ma questo non ha fatto che peggiorare il problema anziché esserne la soluzione, fino ad arrivare al punto cui siete oggi.

Io le consiglierei pertanto di mantenere il latte (passando al parzialmente scremato se non lo ha già fatto) solo in due occasioni: a colazione, con l’aggiunta di 2-3 biscotti al massimo, e nello spuntino di metà pomeriggio, senza biscotti, ma magari sostituendolo a volte con uno yogurt, oppure mescolandolo con frutta grattugiata o in una piccola macedonia “al latte”. Per il pranzo e la cena, invece, faccia sedere Mattia a tavola con tutta la famiglia, offrendogli le stesse cose che prepara per gli altri (all’inizio eventualmente prepari dei cibi che pensa possano incontrare maggiormente i suoi gusti). Naturalmente al suo rifiuto di mangiare lo inviti e lo aiuti (ad esempio raccontandogli delle favolette in cui gli attori siano proprio gli ingredienti dei cibi gli sta offrendo) ad assaggiare. Se il rifiuto diventa ostinazione non inizi una lotta con Mattia, ma rimandi l’assaggio dello stesso cibo al pasto successivo (naturalmente senza offrire in alternativa il latte, né compensare al pasto successivo solo perché prima non ha mangiato!)… E controlli che nonni e zii “pietosi” non rovinino tutto il processo educativo concedendogli il latte di nascosto…

Mi rendo conto che le sembrerà difficile ma, se possibile, trovi dei validi alleati in tutti i componenti della famiglia e stia serena: anche se Mattia salta qualche pasto non succede nulla, vedrà che con serenità e perseveranza riuscirà ad abituare Mattia ad alimentarsi in modo corretto.

 

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