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L'esperto risponde

Rifiuto del cibo: come abituare ai nuovi sapori

Nome: Alessandro
Età del bambino: 30 mesi
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Il mio bimbo va al nido da quando ha 8 mesi, ha sempre mangiato a casa e al nido, ma a partire dal compimento del primo anno di vita ha iniziato a fare storie nel mangiare a casa. Purtroppo a volte l’ho forzato a mangiare e anche sgridato, pensavo fosse questo il motivo, ma non mangiava con nessuno. Da febbraio, dopo aver trascorso quasi un mese a casa con me che ero malata, mangia a casa con me, ma non mangia più al nido. Il problema è che mangia solo: latte, prosciutto cotto, uova, focaccia e crocchette di patate fatte da me o acquistate. Niente pasta, carne, legumi, verdure. Pesa 17 chili ed è alto 99 cm, ma ho paura che non assuma quanto necessario.
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma, suo figlio sta crescendo benissimo, è alto per la sua età ed ha un peso adeguato all’altezza, pertanto si faccia forza di questa consapevolezza e cerchi di mettere delle regole. Mettere regole non vuol dire sgridare o, tanto meno, forzare il bimbo (questo ha unicamente effetti negativi), piuttosto proporre ciò che è giusto per lui e accontentarsi anche se ne mangia piccole quantità o addirittura – anche se mi rendo conto che questo è un po’ più difficile da fare – se rifiuta totalmente: posso solo dirle, per quest’ultimo punto, di cercare di tenere sotto controllo la preoccupazione, è ben difficile che i nostri bambini soffrano la fame, e se davvero avesse fame stia pur certa che mangerebbe anche gli alimenti che ora invece sembra rifiutare. In ogni caso, si può cercare di variare le modalità di preparazione dei cibi, per incontrare maggiormente il suo gusto senza però escludere nessun alimento. Unisca, per esempio, le verdure alla carne e al pesce (in polpettine) o alle uova che il suo bimbo sembra gradire (v. frittata con zucchine o spinaci). Non tolga gli alimenti che attualmente gradisce, ma non li renda mai merce di scambio o alternativa, eventualmente cerchi di inserirli come ingredienti in altre ricette, v. pasta con prosciutto cotto e latte. Quanto mi descrive poi riguardo al fatto che mangi diversamente con lei rispetto al nido, ci racconta che il pasto è un momento di comunicazione importante per suo figlio e va trattato e interpretato con attenzione. Provi a creare ai pasti un’atmosfera allegra di condivisione e non una prova di forza. Vedrà che gradualmente migliorerà, mi tenga aggiornato.

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