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L'esperto risponde

Rifiuto del cibo da stress

Nome: Rocco
Età del bambino: 3
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, scrivo per un problema riguardante l'alimentazione del mio nipotino di 3 anni, Rocco. Esattamente un anno fa ha abbandonato di punto in bianco la sua normale alimentazione per passare a un'alimentazione molto selettiva, fatta di latte e biscotti (nel quale la mamma a volte aggiunge un uovo o carne liofilizzata per dargli un po' di proteine), yogurt, frutta (solo omogeneizzata), pizza, succo di frutta e patatine. Rifiuta categoricamente tutto ciò che mangiava prima e anche di assaggiare cibi nuovi. La mamma lo mette regolarmente a tavola insieme con il suo piatto, ma ci gioca soltanto. Lo fa cucinare con lei, ma non assaggia niente.Il pediatra non è affatto preoccupato dato che Rocco cresce longilineo ma comunque nella norma.Il cambiamento è avvenuto il giorno dopo essere rimasto per la prima volta a mangiare all'asilo e quando la mamma è andata a prenderlo ricorda di averlo trovato un po' isolato e stranito. La sera stessa ha avuto un po' di febbre e uno stato influenzale durato qualche giorno. Inoltre pochi giorni dopo, la mamma, in attesa della sorellina, è dovuta rimanere a letto per qualche settimana a causa di un leggero distacco di placenta e quindi non poteva più relazionarsi con lui come faceva prima.Chiedo dei consigli pratici su come accelerare un qualunque miglioramento della sua dieta. Grazie
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Carissima nonna, apprezzo la sua partecipazione e mi sembra che nella ricostruzione abbia già esplicitato ciò che deve essere avvenuto in Rocco. L’impressione è che abbia modificato il suo comportamento alimentare in funzione di varie situazioni contingenti vissute come stressogene. L’inizio dell’asilo, la febbre che di per sé da inappetenza e l’apparente e temporaneo distacco dalle attenzioni materne hanno allontanato il bambino dal consueto interesse verso il cibo e a sua volta l’allontanamento dal cibo ha fatto focalizzare le attenzioni di tutti, nonna compresa, su di lui. Risulta palese come non sia possibile assecondare la selettività del bambino che si indirizza ormai verso una alimentazione assolutamente squilibrata. Pizza, patatine e latte (con liofilizzato o uovo??) se da un lato apportano calorie in abbondanza dall’altro, e anzi proprio perché energeticamente sufficienti, non aiutano assolutamente Rocco nella strutturazione di corrette abitudini alimentari. Ripartite da una alimentazione semplice, accettate i rifiuti, lasciate le cose oggi gradite dal bambino con frequenza ridotta senza però renderle merce di scambio ed evitando di proporre preparazioni improbabili come il latte con la carne o l’uovo: il bambino deve aver ben chiaro cosa sta mangiando. Ci vorrà tempo e pazienza ma è molto importante che si riporti Rocco ad un regime equilibrato, partite dal latte (non più di 200 ml) e biscotti (non più di due), ma solo a colazione, lo yogurt o la frutta a spuntino e il primo a pranzo eventualmente in formati più piccoli se preferiti con un secondo a seguire. Non insistete, non ingaggiate lotte, e mostratevi serene sì, ma anche risolute. Buona crescita.

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