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L'esperto risponde

Rifiuto del cibo: serve fermezza, ma senza costrizioni

Nome:
Età del bambino: 5 anni
Sesso: maschio
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Vi scrivo perché sono molto esasperata: mio figlio ha 5 anni e mi dà molti problemi per mangiare, io posso cucinare tante pietanze, primi o secondi, ma lui rifiuta di mangiarli, ovvero li mangia ma costretto da me, non ha il piacere di mangiare. A parte ciò che piace di solito ai bambini (patatine, dolcetti, caramelle, ecc.) non vuole mangiare da solo. Vorrebbe essere imboccato, io invece ho smesso di farlo da un mese circa, in ogni caso anche quando lo imboccavo facevo fatica a farlo mangiare, ma diciamo riuscivo un po’ meglio. Adesso ogni giorno a pranzo e a cena per me è un incubo, ho provato anche a lasciarlo digiuno, ma la cosa non ha avuto peso per lui. Vorrei che si sedesse a tavola con piacere, vorrei che imparasse a mangiare anche solo alcuni tipi di cibo con gusto con piacere. Vi prego di aiutarmi.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Nella sua lettera ci sono così tanti spunti di conversazione che ho difficoltà a cominciare. È evidente che nella relazione tra lei, suo figlio e l’alimentazione si è creato un corto circuito che le impedisce di comprendere il perché di tanta ostinazione.

Lei non deve cucinare “tante pietanze”, ma solo quello che ha previsto nel menu della giornata: la casa non è un ristorante e suo figlio non deve poter scegliere, altrimenti crederà di essere libero di mangiare solo quello che gli piace; non deve costringerlo a mangiare: la costrizione dà una connotazione negativa al pasto per cui il bambino parte già mal disposto; non deve comprare le “cose che piacciono ai bambini”: molte delle cose che rientrano in questa categoria sono state scelte dai genitori per accontentare o ricattare i figli, che a loro volta pensano che si tratti di cose speciali; non deve imboccarlo: dirgli che “ormai sei grande” potrebbe indurlo a comportarsi meglio soprattutto quando è a tavola con voi. Gli faccia frequentare la mensa della scuola materna: l’esempio dei compagni potrebbe aiutarlo a desiderare di assaggiare più alimenti.

Cara Michela non disperi, è chiaro che quel birbantello ha trovato la maniera giusta per avere l’attenzione della sua mamma tutta su di sé, gli dimostri che è effettivamente così, senza che questo includa il permettergli di fare tutto quello che vuole con il cibo.

 

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