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L'esperto risponde

Ritardo intrauterino di crescita

Nome: Matteo
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Cosenza
Area tematica: Sano sviluppo
Domanda: Gentile dottoressa, sono una mamma continuamente in ansia perché il mio bambino di 28 mesi mangia pochissimo e quel poco che riesco a fargli mangiare lo mangia perché di fronte a lui o c'è la tv o qualcos’altro che lo faccia distrarre. È nato piccolino di 1,910 kg e lungo 42 cm e c'è stato un ritardo di crescita. Ora pesa 9,500 ed è alto 82 cm. Provo a cucinare cose diverse per incuriosirlo ma non vuole saperne, quindi alla fine gli cucino 25 gr. di pastina con un omogeneizzato o di pesce o di carne che tra l’altro non mangia nemmeno tutto. Non so più cosa fare né come comportarmi. Mi sono rivolta a un endocrinologo per fargli degli accertamenti, gli ha prescritto esami del sangue tra cui emocromo esami occorso delle feci, ormone della crescita, e celiachia risultati tutti nella norma. Quindi adesso le chiedo secondo lei cosa potrei fare? A qualche suggerimento da darmi? Sono davvero preoccupata. La ringrazio anticipatamente e le porgo cordiali saluti.
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Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Rossella, un nato a termine con un ritardo di crescita intrauterino difficilmente riesce a recuperare i centimetri ed il peso non raggiunti. Più frequentemente si tratterà di bambini, per altro normali, vivaci ed in buona salute come il suo, che crescono al di sotto del cinquantesimo centile, ma solitamente nei limiti della normalità. Del resto, come le avrà spiegato il suo pediatra, seguire la crescita dei bambini nel tempo attraverso i bilanci di salute, ha lo scopo preciso di controllare che mantengano una certa regolarità nella crescita, indipendentemente dal suo valore in termini assoluti. Se Matteo, anche se lentamente, sta seguendo il suo ritmo di crescita, direi che debba stare tranquilla.

È comprensibile che lei, Rossella, preoccupata per lo scarso accrescimento abbia trascurato di variare gli alimenti, di passare ad alimenti meno finemente sminuzzati, di fare sedere a tavola Matteo con voi in modo che potesse assaggiare alimenti diversi con diverse consistenze.

Fatti gli esami, dato per scontato che Matteo è un bambino intelligente ed allegro, le consiglierei di rilassarsi e variare un po’ qualità e consistenza dei suoi piatti, di farsi aiutare da qualcuno meno coinvolta di lei nella somministrazione del pasto, di far pasticciare il bambino con cucchiaio e mani in modo che scopra anche il lato ludico dello stare a tavola. Ma la cosa più importante da fare è di spegnere la TV e di non distrarlo mentre mangia. A quasi due anni e mezzo Matteo è perfettamente in grado di capire che pappa e gioco sono due cose molto diverse e che vanno fatte in momenti diversi. Forse all’inizio ci sarà una fase di resistenza e di digiuno, ma come abbiamo già ricordato ad un’altra mamma il vecchio proverbio “il miglior condimento è l’appetito” esiste in tutte le lingue del mondo.  Una buona alternativa potrebbe essere anche quella di inserire il piccolo in una scuola materna e contare sull’esempio dei compagni. Capisco che chiederle di non preoccuparsi è difficile ma è l’unico modo per provare a far acquisire a Matteo il gusto del cibo.

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