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L'esperto risponde

Se il comportamento è inadeguato all’età

Nome: Cesare Guido Andrea
Età del bambino: 5 anni e 3 mesi
Sesso: maschio
Comune: ESPERIA (FR)
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Salve, mio figlio fino all’età di tre anni mangiava tranquillamente a tavola, anche se non da solo. Mangiava quasi tutto, anche fagioli passati, pasta, carne, frutta e verdura: non è stato mai una buona forchetta, però mangiava. L’importante per lui era che fosse tutto frullato. Oggi siamo arrivati al minimo, ben che vada il piccolo mangia maccheroncini (circa 20/30 g.) e formaggino. Quando ne ha voglia in due ore riesce a finire tutto. Non mangiamo tutti insieme, per motivi di orari. Lui pranza alle 12, e ormai mangia solo latte e biscotti (se ne scola litri interi al giorno), focaccia, mandorle, noci, noccioline sgusciate, cialde di mais. All’asilo non mangia, è stato un periodo dalle 9 del mattino fino alle 16 senza mangiare nulla e in un mese ha perso 2 kg. La pediatra aveva consigliato di applicare questo metodo all’asilo, dicendo che prima poi si sarebbe sboccato. Secondo me invece sarebbe morto. Adesso sta facendo un periodo di quattro mesi, che si concluderà ad aprile, presso una psicomotrice. A tutt’oggi comunque Cesare Guido Andrea non mangia da solo, pretende di essere imboccato, maggiormente dalla mamma, e non tocca cibo come prima. Pertanto chiedo aiuto e consiglio: c’è un centro dove portarlo? Il bambino infine fa la cacca nel pannolino, non riusciamo a fargliela fare in bagno e siamo preoccupati per settembre, quando inizierà le elementari. Nell’attesa vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Roberto, non credo di poterla aiutare perché sono troppi gli elementi che indicano nel bambino un comportamento inadeguato rispetto alla sua età. È come se Cesare (scusi se abbrevio ma immagino che lo chiamiate affettuosamente così) volesse forzatamente mantenere un atteggiamento infantile: per attirare l’attenzione dei genitori? per essere coccolato? per un lieve trauma psicologico di cui ignoriamo la causa? per un problema scolastico? Non posso dirlo.

Inoltre, dal punto di vista alimentare, assumere tanto latte, che vorrei ricordare non è una bevanda bensì un vero e proprio alimento, non fa che ridurre il suo appetito e può procurargli delle microemorragie intestinali con conseguente possibile carenza di ferro. Lo stesso possiamo dire di noccioline e focaccia che, con il loro elevato contenuto calorico, possono facilmente contribuire a soddisfare uno scarso appetito e un modesto accrescimento. Quindi prima di tutto dovremmo ridurre questi alimenti in modo da solleticare la curiosità del piccolo verso cose diverse, ma anche fare questo richiede tempi lunghi, un mese (nonostante sembri tanto) è niente rispetto alla pazienza che un bambino può avere se impegnato a vincere una guerra!

Il mio consiglio, comunque, che coincide con la sua richiesta, è quello di rivolgersi ad uno psicologo dell’infanzia che prenda in carico il bambino e la sua famiglia, per capire quale può essere il meccanismo che ha portato a questa situazione difficile per tutti. Posso sbagliare, ma per quanto ne so nella sua provincia non ci sono centri che si occupino di questi problemi; tuttavia a Roma ci sono buoni centri presso almeno due dei principali ospedali cittadini. Rivolgetevi a loro con fiducia e senza pregiudizi perché a volte, a dispetto delle migliori intenzioni, il comportamento dei genitori può tradire attese, delusioni, conflitti che solo una terza persona può aiutare a sciogliere.

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