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L'esperto risponde

Si può vivere senza gelatine alla frutta

Nome: Luna
Età del bambino:
Sesso: femmina
Comune:
Area tematica: Educazione
Domanda: Buongiorno, sono ormai una vostra affezionata lettrice: grazie ai vostri consigli la mia bambina, che adesso ha due anni, ha un’alimentazione di cui vado fiera. Mangia moltissimi tipi di frutta e verdura; alterna tutte le fonti proteiche; le dosi sono quelle da voi consigliate; niente sale, zucchero, caramelle, patatine (solo un quadratino di buon cioccolato ogni tanto), e cotture leggere (niente fritti!). Vi spiego la mia perplessità: ho notato da parte sua, nonostante abbia cercato sempre di variare la sua alimentazione, una certa resistenza ad assaggiare piatti nuovi, sopratutto quando troppo elaborati o diversi dal suo solito e questa cosa diventa un problema, sopratutto se fuori casa. La cosa che più mi ha stupito è stata quando ha rifiutato, sputandola, una gelatina di frutta che le aveva offerto una mia conoscente. Ho creato un mostro? Grazie
dott. federico mordenti pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott. Federico Mordenti

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Irene, direi che non ha creato un mostro ma ha regalato a Luna salute futura e che si può vivere anche senza gelatine alla frutta, specialmente se non gradite! Comunque una condizione di neofobia, ovvero la tendenza a rifiutare cibi diversi da quelli abitualmente assunti è fisiologica nei bimbi di 1-3 anni e filogeneticamente sana (allontana dal rischio di intossicazione) indipendentemente dall’alimentazione base, sia essa corretta o meno. Luna è molto piccola e prima di quanto non creda, entrando in dinamiche sociali più ampie, inevitabilmente, porterà i suoi orizzonti alimentari al di là di quelli tracciati in famiglia. La sana alimentazione non deve rappresentare una fortezza inespugnabile di regole rigide ed inderogabili ma, una base alimentare quotidiana che faccia crescere sani. L’occasionale assunzione di alimenti non esattamente ai primi gradini della piramide alimentare come fritti, dolci o preparazioni elaborate è assolutamente consentita e, a mio parere, ben vista in termini sociali, culturali e anche edonistici.

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