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L'esperto risponde

Solo omogeneizzati

Nome: Andrea
Età del bambino:
Sesso:
Comune: Scafati
Area tematica: Disturbi dell’alimentazione
Domanda: Salve, Andrea non accetta il cibo a pezzetti, mangia tutto quello che gli propongo purché sia pastina con omogenizzati. Ho provato a schiacciare per esempio le verdure cotte ed aggiungerle al brodo ma nonostante la consistenza non sia così dura lui rifiuta. È un bambino che parla da quando ha 2 anni, ora inizia a fare discorsi, frasi compiute ovviamente non tanto lunghe. A scuola è un bimbo che svolge le attività proposte di ogni tipo, è tranquillo, ma ahimè anche lì quando è ora di andare in mensa si rifiuta di mangiare perché non è il suo solito piatto. Alcuni pediatri mi parlano di pigrizia e mi dicono di lasciarlo stare, prima o poi mangerà. Altri mi dicono che assolutamente devo iniziare con i pezzetti e che non è accettabile. È un bambino molto ostinato, va volentieri a scuola ma mi ricorda sempre che lui “non mangia”. Cosa posso fare? Grazie
marina-cammisa pediatra - alimentazione bambini by coop

Dott.ssa Marina Cammisa

Pediatra

Gentile Imma, la cosa che più mi ha colpito della sua lettera è che Andrea precisa che “lui non mangia”. Questo vuol dire che lui ha adottato come arma di indipendenza il cibo. A questa età infatti iniziano “le guerre di indipendenza” ed i bambini provano la forza e la resistenza dei genitori. Se la ricerca di indipendenza è giusta, l’arma scelta da Andrea è totalmente sbagliata perché può influire negativamente sulla sua salute. Quindi la primissima cosa da fare è disarmarlo il che vuol dire non dare più il minimo peso al fatto che lui mangi o meno e sulle modalità della struttura del piatto. Quindi va benissimo che lui frequenti la mensa scolastica, ma alla sua frase “io non mangio” deve fare seguito la sua risposta “è una tua scelta, ma non sai che ti perdi”. Ovviamente al ritorno a casa non va MAI chiesto in sua presenza se ha mangiato a scuola o meno. Anche a casa il bambino deve mangiare in famiglia, ma il cibo del suo piatto, che deve essere assolutamente uguale a quello che mangia il resto della famiglia, deve essere al massimo sminuzzato e non frullato. Senza fargli percepire questo cambiamento di rotta comportamentale come una punizione o un attentato alle sue volontà, gli può essere detto che il frullatore è rotto o che al supermercato non c’erano omogeneizzati, senza offrirgli alternative. Ovviamente i primi giorni (magari anche più dei primi giorni…) ci sarà un digiuno pressoché totale, ma questo non vi deve preoccupare affatto. Nessun bambino per fortuna muore o viene gravemente danneggiato da un digiuno di alcuni giorni. Mi mancano dati però sulla composizione della famiglia: ci sono altri figli che invece mangiano tutto o che come Andrea sono molto schizzinosi o Andrea è figlio unico e quindi è l’unico oggetto di attenzione da parte dei genitori? Chiaramente non ci devono essere comportamenti diversi da attuare con gli altri figli, se ci sono. Se Andrea non impara a masticare ora in seguito sarà sempre più difficile e potrebbe avere anche dei problemi di sviluppo della mandibola e di tutto il sistema osseo-muscolare del viso. Infine un’alimentazione monotona come la sua non gli permette di assumere tutti nutrienti di cui ha bisogno quindi ricordatevi bene, in caso di momenti di debolezza, che tutto ciò lo fate per il suo bene. Visto che non vi sono ostacoli fisici perché lui impari a masticare occorre essere fermi e non permettergli di rovinarsi la vita.

Ricapitolando:

  • Farlo mangiare a tavola con voi è poi indispensabile perché vedervi mangiare, “buonissimo, gustoso”, potrebbe essere di stimolo.

In tutto questo lavoro di adattamento, da parte vostra è assolutamente vietato:

  • insistere
  • informarsi se a mensa ha mangiato
  • parlare con altri o lamentarsi ad alta voce del fatto che non mangia
  • mostrarsi preoccupati
  • offrire alternative (o compensazioni negli altri pasti)

Questi straordinari cuccioli sanno bene come mantenere costantemente l’attenzione dei genitori, impariamo a mostrarci meno interessati al cibo e quando lo rifiutano non facciamone un dramma. Mi faccia sapere.

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