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L'esperto risponde

Svezzamento: come e quando?

Nome: Marco
Età del bambino: 3 mesi
Sesso:
Comune:
Area tematica: Allattamento e divezzamento
Domanda: Sono passati 3 mesi dalla nascita del mio bambino che ha preso solo il mio latte sin dalla nascita, fra qualche settimana però dovrò ricominciare a lavorare in mattinata e vorrei cominciare a svezzarlo per rendere più facile il compito alle nonne. Con che cosa posso cominciare?
Svezzamento: come e quando?

Dott.ssa Assunta Martina Caiazzo

Medico Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Cara mamma Antonella, purtroppo è inevitabile che il ritorno al lavoro e il distacco dal suo piccolo Marco che dalla nascita ha accudito e nutrito personalmente, le procuri preoccupazione e che lei cerchi di trovare il modo perché possa essere accudito in maniera ottimale anche dalle nonne. Però, a tre mesi, è veramente troppo presto per lo svezzamento che deve essere iniziato tra i 5 mesi e mezzo e i 6 mesi, con le modalità e i ritmi che potrà indicarle il/la suo/a pediatra. Il divezzamento si può e deve cominciare solo a questa età per almeno due motivi: uno per necessità nutrizionali, e l’altro per lo sviluppo neuromuscolare. È infatti a 4-6 mesi che il bambino comincia ad acquisire la capacità di inghiottire gli alimenti semisolidi, inoltre dal 5° al 7° mese il lattante acquisisce un buon controllo della testa e del collo, importanti per assumere un’alimentazione semisolida qual è quella del divezzamento. Ritengo, e le consiglierei vivamente di farlo, essendo il latte materno il miglior alimento per il cucciolo d’uomo, che potrebbe continuare tranquillamente a nutrire con il suo latte Marco anche per quelle poppate che gli somministrano le nonne quando lei è a lavoro. Potrebbe cominciare da subito, visto che è ancora a casa, a tirarsi il latte con un tiralatte e conservarlo negli appositi biberoncini, in surgelatore, in modo che le nonne possano poi scaldarlo a bagnomaria o nel microonde (ricordi loro in questo caso di agitarlo bene, dopo riscaldamento, per evitare che restino dei punti bollenti, i cosiddetti “hot spot”, che potrebbero scottare la delicata bocca di Marco) e darlo al suo piccolino. Se pensa che questa cosa non sia fattibile, potrebbe comunque continuare a dare a Marco il suo latte quando lei è a casa, utilizzando una formula di partenza quando invece sono le nonne ad alimentarlo. Due bei punti di vista per approfondire l’argomento li trova nell’articolo del dottor Mordenti Divezzamento: non c’è fretta! e nell’intervista alla dottoressa Caroli Allattamento al seno e coccole rendono i bambini più svegli.

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